I medici di famiglia sono sempre di meno e durante la pandemia sono stati travolti facendo emergere i limiti dei loro studi. Ecco perché la riforma dei medici di famiglia ormai non è più procrastinabile come chiede anche l’Europa in vista del decollo della nuova Sanità territoriale su cui il PNRR investe 7 miliardi.
Il Governo sta valutando gli estremi di una riforma e sul tavolo ci sono due strade che potrebbero essere percorse insieme: da una parte assumere i giovani generalisti nelle nuove Case di comunità e dall’altra potenziare gli studi con apparecchiature e strumentazioni per consentire ai medici di famiglia di prescrivere anche i ricoveri riducendo l’affollamento dei pronto soccorso
