Il robot impegnato nelle ricerche del sommergibile Titan, disperso nell’Atlantico mentre era diretto al relitto del Titanic, ha rinvenuto alcuni rottami. Lo riferisce la Guardia Costiera americana. “Un campo di detriti è stato scoperto nell’area di ricerca da un ROV vicino al Titanic. Gli esperti del comando unificato stanno valutando le informazioni“, si legge in un tweet della Guardia Costiera. La sigla ‘ROV’ sta per ‘remotely operated vehicle’, cioè veicolo a comando remoto.
L’esperto di immersioni David Mearns ha detto alla BBC che il presidente dell’Explorers Club – che è collegato alla comunità di sommozzatori – afferma che i detriti includono “un telaio di atterraggio e una copertura posteriore del sommergibile”.
La Guardia Costiera USA terrà una conferenza stampa alle 15 locali (le 21 in Italia) per fornire gli aggiornamenti sulle scoperte fatte dal drone sottomarino della Horizon Arctic sul fondale marino vicino al Titanic. Ad aggiornare i giornalisti saranno il contrammiraglio John Mauger della Guardia Costiera e il capitano Jamie Frederick, coordinatore della risposta del primo distretto della Guardia Costiera USA.
Intanto, è già stata superata la soglia cruciale delle 96 ore di ipotetica autonomia di ossigeno all’interno del sommergibile. Il Titan, infatti, aveva una scorta di ossigeno di 96 ore, cioè quattro giorni, quando si è immerso intorno alle 6 locali di domenica 18 giugno per la discesa verso il relitto del Titanic, il che poneva il limite ultimo per trovare il sottomarino fra mezzogiorno e le 14 ora italiana. Alcuni esperti tuttavia hanno sottolineato che si trattava di una stima orientativa, prolungabile se i passeggeri avessero adottato misure per conservare l’aria respirabile.
“Il sommergibile potrebbe essere imploso”
Secondo Guillermo Soehnlein, co-fondatore della società OceanGate insieme al pilota scomparso del Titan Stockton Rush, nel sottomarino potrebbe essersi verificata una “implosione istantanea“. “Quello che so è indipendentemente dal sottomarino, quando si opera in profondità la pressione è così grande su qualsiasi sottomarino che se si verifica un guasto si verificherebbe un’implosione istantanea. Se è quello che è successo, sarebbe successo quattro giorni fa”, ha detto Soehnlein in un’intervista alla BBC subito dopo la notizia del ritrovamento di un campo di detriti. Soehnlein ha anche affermato di non essere sorpreso se qualcosa venisse ritrovato anche in superficie. “So che il nostro protocollo per le comunicazioni perse prevede che il pilota faccia emergere il sottomarino. Fin dall’inizio ho sempre pensato che fosse probabilmente quello che avrebbe fatto Stockton“, ha detto aggiungendo che, in questo caso la ricerca sarebbe ancora più difficile. Sohnlein, che ha lasciato OceanGate 10 anni fa, ha detto che non avrebbe agito diversamente date le circostanze: “dobbiamo imparare da ciò che sta accadendo, scoprire cosa è successo, prendere quelle lezioni e portarle avanti”.
Il Regno Unito manda un aereo e un esperto per le ricerche
Il governo britannico ha annunciato l’invio di un aereo militare della Raf, con equipaggiamento specializzato, con a bordo un ufficiale sommergibilista, il tenente di vascello Richard Kantharia, che ha “una conoscenza significativa della guerra sottomarina e delle operazioni di immersione“, per prendere parte alle operazioni di ricerca del sommergibile Titan. La decisione è stata presa a seguito di una richiesta da parte della Guardia Costiera USA. Le ricerche continuano anche se le speranze di trovare vivi i dispersi sono legate ormai a un miracolo.
Inoltre, una nave della marina canadese con a bordo un team di medici specializzati in medicina subacquea e una camera iperbarica che può contenere fino a sei persone è arrivata nella zona dove si stanno coordinando le operazioni di ricerca. Lo ha annunciato Len Hickey, portavoce del Joint Rescue Coordination Center Halifax delle Forze armate canadesi.

