Violento scontro cosmico scatena pioggia di stelle cadenti

Nuove osservazioni rivelano l'origine della pioggia di meteore di dicembre, le Geminidi

Una ben nota spettacolare pioggia di stelle cadenti trae origine da un “evento violento e catastrofico“: lo suggerisce un nuovo studio. Gli sciami meteorici di solito provengono dalle comete, corpi ghiacciati a volte chiamati “palle di neve sporca” che vagano nel Sistema Solare. Le Geminidi, tuttavia, provengono da un asteroide noto come 3200 Phaethon. A dicembre, la Terra attraversa il flusso di polvere lasciato da Phaethon e i minuscoli granelli creno uno spettacolo di scie luminose nell’alta atmosfera.

Le Geminidi e 3200 Phaethon

Le Geminidi, una delle più belle  piogge meteoriche dell’anno, si sono probabilmente originate dopo che 3200 Phaethon ha subito “una collisione ad alta velocità con un altro corpo o un’esplosione gassosa, tra le altre possibilità,” hanno spiegato gli scienziati della NASA.

La missione Parker Solar Probe della NASA, che osserva il Sole, ha fornito la prova chiave che mostra come si è verificata l’intensa pioggia di meteore. “È insolito che questo sciame provenga da un asteroide,” ha affermato Wolf Cukier, studente della Princeton University che ha guidato la ricerca. Il flusso di polvere ha anche una stranezza: gira intorno al Sole leggermente al di fuori dell’orbita di Phaethon, secondo un altro recente studio condotto da Karl Battams del Naval Research Laboratory.

Gli asteroidi di solito non sono influenzati dal calore quando volano alla distanza di Phaethon dal Sole, anche se si entra nell’orbita di Mercurio. Questo problema di fisica è un enigma per gli astronomi. “Mentre vola vicino al Sole, sembra avere una sorta di attività su cui influisce la temperatura. La maggior parte degli asteroidi non lo fa,” ha dichiarato Jamey Szalay, ricercatore a Princeton e coautore dello studio.

Szalay è anche guest investigator per Parker, che periodicamente si avvicina al Sole per osservare l’origine del vento solare e il conseguente meteo spaziale (aurore e attività magnetica) che le particelle cariche determinano in alto nell’atmosfera terrestre. Il Sole, poiché ha un grande pozzo gravitazionale, attira molte comete e asteroidi che gli passano accanto. Parker finisce così per osservare i granelli di polvere che questi piccoli corpi si lasciano dietro e far luce sulla loro provenienza.

La sonda non è progettata per caratterizzare le particelle di polvere, poiché a bordo non esistono strumenti di questo tipo. Detto questo, è costantemente colpito da frammenti di polvere che creano segnali elettrici. I piccoli sbuffi risultanti di gas carico, o nuvole di plasma, generano informazioni che la suite di strumenti Fields del veicolo spaziale può registrare. Fields è progettato per esaminare gli eventi elettrici e magnetici generati dal Sole, ma è abbastanza sensibile da rilevare le piccole esplosioni che ogni granello di polvere crea sulla sonda.

L’origine delle stelle cadenti

Nello studio, Cukier e Szalay hanno realizzato modelli della formazione del flusso di polvere lasciato da 3200 Phaethon, sulla base dei dati di Parker. Hanno preso in considerazione una serie di scenari, che vanno da quelli meno violenti (la polvere si allontana gradualmente dall’asteroide) a una emissione più violenta provocata da una collisione o da un’esplosione (che fa sì che la polvere abbia una velocità relativa di 0,6 mph o 1 km/h rispetto Phaethon). I tre modelli che hanno prodotto hanno mostrato che il flusso di polvere probabilmente si è formato a partire dal più violento degli scenari, poiché quella previsione corrispondeva più da vicino a ciò che Parker ha osservato nello Spazio.

Lo studio è stato pubblicato sul Planetary Science Journal.