La prossima Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici, la COP28 in agenda dal 30 novembre a Dubai, negli Emirati Arabi, “non sarà semplice” anche per gli eventi internazionali, i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, “che stanno accadendo quasi uno dietro l’altro“. L’inviato speciale dell’Italia per il clima, Francesco Corvaro, nominato nell’agosto scorso dalla Farnesina e dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, spera che questa situazione geopolitica “non incida, ma quando bisogna mettersi a certi tavoli, è necessario che tutti ci siano o, perlomeno, i maggiori player”. Peraltro, aggiunge, anche “i primi documenti che abbiamo letto purtroppo ci dicono che siamo ancora indietro rispetto a quelle che dovrebbero essere le milestone di questo periodo“.
Quindi – spiega in un’intervista all’ANSA – l’attività diplomatica sarà molto intensa, e “un ruolo particolare toccherebbe a noi, visto che a gennaio abbiamo anche la presidenza del G7 e questo sarà sicuramente uno dei temi fondamentali”. A volte, “si usano queste situazioni proprio per sottrarsi a delle responsabilità e qui gioca molto il mio ruolo, come quello dei miei colleghi, di cercare di creare dietro le quinte un dialogo con la Cina, con l’India, con il Brasile, con tutti i vari attori principali che possano mettersi al tavolo“.
Corvaro, tuttavia, vede “due punti positivi: le soluzioni le abbiamo quindi bisogna spingere su questo e poi a livello europeo c’è una grande determinazione dell’Europa a intestarsi il ruolo di guida trainante sui cambiamenti climatici”. Il tema del clima “è fondamentale e trasversale, cioè va ad incidere su tanti aspetti della vita di un Paese e quindi a maggior ragione, il lavoro dietro le quinte è delicato“, spiega Corvaro a margine dell’apertura dello Youth4Climate, l’evento voluto dal Mase che fino al 19 ottobre riunirà a Roma 130 giovani under 30 provenienti da 63 Paesi, a confronto sull’azione per il clima con propri progetti.
Il ruolo dei giovani
“Il governo italiano è molto orientato nel supportare i giovani che per noi hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuove tecnologie legate al cambiamento climatico”, ha detto Corvaro. A loro è rivolto un messaggio “di speranza: possiamo cambiare le cose perché abbiamo le tecnologie e le progettualità, possiamo spingere i giovani affinché possano entrare in questo meccanismo di concertazione”.
La COP28 negli Emirati Arabi
Quest’anno, la COP28 si svolgerà in un’area ricca di petrolio e questa decisione ha scatenato le proteste degli ambientalisti, che chiedono l’abbandono dei combustibili fossili. “Sono tornato la settimana scorsa da Riad dove c’è stata la climate week dei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Loro l’hanno capito più di noi che devono avviare una transizione energetica. Loro sanno che la loro ricchezza è stata legata al petrolio e ai combustibili fossili ma il mondo ormai sta andando da un’altra parte e hanno capito che se vogliono rimanere importanti devono anche loro evolversi“, tant’è che l’Arabia Saudita “sta investendo tantissimo nella geotermia che è una fonte rinnovabile e al contempo gioca la partita del nucleare. La stessa cosa l’ho vista a Nairobi con la geotermia, il fotovoltaico, l’eolico”, ha concluso Corvaro.
