La foresta amazzonica si avvicina al “dieback”, rischia di diventare come la savana

Gli scienziati sono riusciti a individuare i segnali premonitori di un punto di non ritorno verso condizioni più secche

La foresta amazzonica sta sempre avvicinando sempre più a un punto critico noto come “dieback“, che rappresenta una brusca transizione verso condizioni più secche e aride. Questa scoperta è emersa da uno studio modellistico internazionale recentemente pubblicato su Science Advances. Ricerche precedenti avevano già dimostrato che se la deforestazione dell’Amazzonia raggiungesse o superasse il 40%, ciò potrebbe scatenare un fenomeno chiamato “Amazzonia dieback”, che segnerebbe un punto di non ritorno irreversibile.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno fornito una descrizione dei potenziali meccanismi alla base della possibile desertificazione dell’Amazzonia, che includono le interazioni complesse tra la vegetazione forestale e il monsone sudamericano, oltre ai primi segni che potrebbero indicare l’avvicinarsi del “dieback”. Nils Bochow dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico e Niklas Boers, dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico e dell’Università tecnica di Monaco, autori principali dello studio, hanno sottolineato che questi segnali sono già evidenti nei dati osservativi e nelle analisi retrospettive degli ultimi 40 anni.

L’Amazzonia, la più grande foresta pluviale del mondo, è fondamentale per l’assorbimento di carbonio dall’atmosfera e supporta una vasta varietà di specie, tra cui circa 50 milioni di esseri umani. Inoltre, la foresta ha un impatto cruciale sul ciclo idrico regionale attraverso un processo noto come evapotraspirazione, in cui l’evaporazione e la traspirazione dell’umidità dagli alberi contribuiscono a generare le precipitazioni.

Studi modellistici hanno suggerito che una deforestazione eccessiva causata da siccità, incendi e disboscamento intenzionale potrebbe innescare una transizione verso un clima più secco, simile a quello della savana. Tuttavia, fino a questo studio, i ricercatori hanno avuto difficoltà a comprendere appieno le dinamiche che intercorrono tra l’atmosfera e la foresta e gli elementi che potrebbero scatenare questa transizione.

Bochow e Boers hanno utilizzato un modello dinamico non lineare del sistema che collega l’atmosfera e la vegetazione in Amazzonia. Questo modello ha tenuto conto di vari fattori, tra cui venti, precipitazioni ed evapotraspirazione, in relazione a diversi livelli di deforestazione. Gli scienziati sono riusciti così a individuare i segnali premonitori di un punto di non ritorno verso condizioni più secche in Amazzonia, tra cui una diminuzione delle precipitazioni, un allungamento delle stagioni secche e una diminuzione del contenuto di umidità del suolo.

Gli autori dello studio hanno concluso che il sistema foresta-clima è molto più sensibile alla deforestazione quando vengono considerate le interazioni complesse tra la vegetazione e l’ambiente circostante. Pertanto, viene suggerito, i modelli climatici devono essere ulteriormente migliorati e messi alla prova per garantire che forniscono informazioni rilevanti per le politiche di gestione e non sottovalutino gli impatti della deforestazione.