Una forte scossa di terremoto ha colpito il cuore della pianura Padana alle 15:46 di oggi pomeriggio. L’epicentro della scossa è stato esattamente al confine tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, a metà strada tra Verona e Bologna. La scossa è stata distintamente avvertita a Mantova, Modena, Ferrara e in molte altre località della pianura Padana.
La scossa è stata di magnitudo 4.2 e si è verificata a 8.5km di profondità con epicentro tra Sermide e Lendinara, appena a nord/ovest di Ferrara. Al momento sono giunte alla sala operativa del comando dei vigili del fuoco solo richieste di informazioni, non di segnalazione di danni. In un aggiornamento delle 17 il dipartimento per la Protezione civile informa che in relazione alla scossa di terremoto di magnitudo 4.2 in provincia di Rovigo “dalle prime verifiche svolte dalla sala situazione Italia del Dipartimento, in contatto con il territorio, non risultano al momento segnalazioni di danni e feriti“.
La circolazione ferroviaria è stata sospesa in via precauzionale e per controlli sulla linea Isola della Scala – Rovigo, in seguito alla scossa di 4.2 di magnitudo registrata questo pomeriggio nella zona. Lo comunica Rfi, precisando che i controlli interessano in particolare il tratto tra Castagnaro (Verona) e Badia Polesine (Rovigo). Nessun treno è fermo sulla linea. Rete Ferroviaria Italiana, spiega una nota della società, sta verificando le condizioni di sicurezza per attivare eventuali servizi sostitutivi su strada. Il provvedimento di sospensione della circolazione si è reso necessario per consentire ai tecnici di i controlli previsti dalle normative di sicurezza sullo stato della linea dopo l’evento sismico.
Il terremoto di oggi è avvenuto in una zona vicina a quella, compresa tra le province di Rovigo, Ferrara e Mantova, che il 17 luglio 2011 era stata colpita da quattro terremoti, il maggiore dei quali di magnitudo 4.7. All’origine dell’evento c’è “un meccanismo di tipo compressivo“, ha detto all’ANSA il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Carlo Doglioni. A generare il terremoto di oggi è stata in particolare la pressione del margine settentrionale degli Appennini sepolto sotto la Pianura Padana. “E’ una zona nota dal punto di vista sismico, in quanto si trova lungo il fronte compressivo della catena appenninica“, ha osservato Doglioni. “E‘ possibile che quando i calcoli saranno completati la magnitudo di questo terremoto sia inferiore a 4.2″, ha aggiunto Doglioni. Con la magnitudo viene rivista anche la profondità, che al momento è calcolata in 8 chilometri. “Un terremoto come questo – ha aggiunto – è uno dei tanti eventi naturali del sistema tettonico italiano: si calcola che in Italia avvengono in media ogni anno 15 terremoti di magnitudo compresa fra 4.0 e 4.9“. Secondo il presidente dell’Ingv “è impossibile sapere se questo terremoto sia un precursore di eventi più forti“.
L’analisi dell’Ingv
L’epicentro del terremoto di oggi “è situato pochi km nord dell’area della Pianura Padana interessata nel maggio-giugno del 2012 da una importante sequenza sismica che ha colpito principalmente le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e la stessa provincia di Rovigo, causando 26 vittime, centinaia di feriti e danni gravissimi al patrimonio artistico, all’edilizia rurale e industriale, oltre che a quella di uso civile“, si legge in un articolo pubblicato sul blog INGVterremoti.
“La zona interessata dal terremoto di questo pomeriggio è caratterizzata da pericolosità sismica media, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato”, spiegano dall’INGV.

“La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al IV-V grado MCS”.