“L’accelerazione sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, la promozione dell’efficienza energetica degli edifici, l’incentivazione dell’autoconsumo energetico, la decarbonizzazione dei trasporti e del comparto agricolo sono tutti ambiti chiave su cui dovranno concentrarsi le politiche pubbliche nei prossimi anni“. Lo ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, al question time alla Camera dei deputati rispondendo a un quesito sul Percorso decarbonizzazione PNIEC e aree idonee. “Per quanto riguarda l’accelerazione della produzione da fonti rinnovabili – ha aggiunto Pichetto – si ritiene possibile traguardare la quota del 40% dei consumi finali lordi di energia al 2030, in linea con il contributo atteso per il raggiungimento dell’obiettivo comunitario. La produzione di energia da fonti rinnovabili – ha sottolineato il Ministro – beneficerà anche dell’adozione del decreto sulle aree idonee, attualmente in valutazione presso la Conferenza Unificata. L’individuazione delle aree idonee da parte delle Regioni chiaramente consentirà uno snellimento degli iter autorizzativi per tutte le taglie di impianti” e “auspico che non ci siano ritardi nell’adozione degli atti di programmazione regionale“.
“Stiamo lavorando ad una norma che garantisca un’incentivazione alle Regioni a rispettare i target previsti al 2030 mediante risorse da ripartire fra le stesse per l’adozione di misure per la decarbonizzazione e la promozione dello sviluppo sostenibile del territorio“, ha aggiunto.
Pichetto: “rigassificatori soluzione necessaria”
“L’utilizzo dei rigassificatori è una soluzione necessaria per la diversificazione delle fonti energetiche, considerati la scarsità di risorse energetiche del Paese, l’interruzione di flussi di gas dalla Russia e il passaggio verso fonti di energia rinnovabile, per il quale è necessario un orizzonte temporale di medio e lungo termine. I due impianti citati dall’onorevole interrogante si inseriscono nella strategia adottata dal Governo, volta a garantire l’approvvigionamento di gas ai fini della sicurezza energetica nazionale, fermo restando il programma di decarbonizzazione del nostro sistema energetico”, ha detto ancora Pichetto. “Relativamente al rilascio delle relative autorizzazioni – ha aggiunto – giova rammentare che il provvedimento finale viene adottato dal Commissario straordinario di Governo, individuato nel Presidente della Regione il cui territorio verrà allacciato alla struttura. In merito alla procedura relativa al rigassificatore da ricollocare a Vado Ligure, di cui darò dettagli nella risposta al quesito successivo, si evidenzia che il procedimento di VIA, comprensivo della valutazione di incidenza, incardinato presso il MASE è ancora nella fase iniziale”.
“Riguardo invece al rigassificatore di Ravenna, sono già in corso i lavori propedeutici all’installazione, poiché l’autorizzazione è stata rilasciata il 7 novembre 2022. La Regione Emilia Romagna ha confermato la correttezza formale e giuridica del provvedimento. La procedura ha contemplato l’indizione di numerose conferenze di servizi, durante le quali non sono emersi elementi ostativi alla realizzazione del progetto, basti pensare che la Conferenza di Servizi conclusiva del 28 ottobre 2022 ha approvato il progetto con l’unanimità degli enti intervenuti”. In merito al collaudo, aggiunge il Ministro dell’Ambiente: “il proponente ha presentato un quadro il più possibile esaustivo, evidenziando la conformità della procedura di attivazione con le disposizioni della Regola Tecnica di cui al Decreto Ministeriale del 17 aprile 2008. Segnatamente, verranno effettuate delle verifiche analitiche per valutare l’origine di eventuali riduzioni di volume, e nel flusso di metano verrà immessa una miscela di azoto, inerte e non infiammabile, anziché aria”.
Pichetto: “accanto all’estrazione puntiamo sul riciclo”
“Le linee di intervento italiane in tema di approvvigionamento di materie prime si basano su un’analisi della domanda e del potenziale geominerario, sul rafforzamento dell’economia circolare, e sulla ricerca e innovazione. Già prima del conflitto in Ucraina, l’Italia aveva cominciato a lavorare per rafforzare la conoscenza e la governance sul tema, con l’istituzione del tavolo nazionale delle materie prime critiche che costituisce la sede per elaborare una strategia nazionale di approvvigionamento delle stesse e coordinare la posizione italiana nell’ambito dei negoziati in corso sul relativo regolamento europeo. Lo strumento principe dell’azione italiana resta l’ecodesign. Occorre ripensare alle filiere, fin dalla progettazione, per la ricerca di materiali sostitutivi, ma anche per tecnologie energetiche più durevoli, riparabili, net-zero e riciclati al 100%”, ha continuato Pichetto.
“Accanto all’attività estrattiva nazionale, che gode di competenze tecnologiche ed ingegneristiche capaci di ottenere soluzioni che contemperino le esigenze ambientali, produttive e di sicurezza, la filiera del riciclo – ha aggiunto il Ministro dell’Ambiente – rappresenta una necessità per molte materie prime critiche, costituendo una vera e propria miniera urbana, laddove nel sottosuolo non vi è possibilità di approvvigionamento”. Pichetto ha sottolineato: “nel nostro Paese abbiamo migliorato la raccolta differenziata di RAEE, batterie, veicoli e altre apparecchiature dei sistemi energetici a fine vita. Il tasso di riciclo è superiore al 35%, mentre la media mondiale è del 17,4%. La percentuale del non riciclato costituisce una sfida ma al contempo un’opportunità per generare lavoro, abbattere le emissioni e rafforzare la sicurezza energetica del nostro Paese”.
Pichetto: “il Governo riformerà i sussidi dannosi per l’ambiente”
“Ribadisco l’impegno del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ad avviare una progressiva e graduale riforma dei sussidi ambientalmente dannosi, sin dalla legge di bilancio 2024, che garantisca in ogni caso competitività industriale e mantenimento dei livelli occupazionali. Al tempo stesso, nella progressiva attuazione del PNIEC al 2030, le risorse saranno destinate ai processi di decarbonizzazione e alle misure per aumentare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi”, ha detto ancora Pichetto. “L’urgenza di una riforma dei Sussidi ambientalmente dannosi è condivisa a livello governativo – ha proseguito il Ministro – e lo dimostra l’articolo 12 della recente legge di delega al Governo per la riforma fiscale, che riconosce un ruolo preminente alla fiscalità ambientale nel favorire il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica”. “In tale provvedimento viene disposto un mandato senza precedenti alla riforma fiscale ambientale – ha spiegato il Ministro -, ovvero si afferma che nell’esercizio della delega il Governo dovrà procedere al riordino e alla revisione delle agevolazioni in materia di accisa sui prodotti energetici e sull’energia elettrica. Si stabilisce, altresì, la progressiva soppressione o rimodulazione di alcune delle agevolazioni, catalogate come sussidi ambientalmente dannosi, che risultano particolarmente impattanti per l’ambiente, in linea con gli impegni assunti e i negoziati intrapresi a livello europeo”.
