Alluvione Toscana, massi ciclopici tappano l’argine sfondato a Campi Bisenzio

Proseguono lavori per rifare le protezioni idriche nell'abitato di Campi Bisenzio, pesantemente alluvionato lo scorso 2 novembre

Il ripristino dell’argine del torrente Marina che ha rotto e sfondato gli argini a Campi Bisenzio (Firenze) il 2 novembre, causando violenti allagamenti, prosegue in queste ore con la posa di massi ciclopici per “riconnettere il moncone di monte con il moncone di valle del muro danneggiato e, dietro a tale muro, è in corso l’ampliamento dell’argine di terra”. Lo spiega il sindaco Andrea Tagliaferri dopo un confronto con i tecnici del Genio Civile che stanno lavorando per il ripristino dell’argine del Marina. I lavori relativi al ripristino dell’argine di terra erano iniziati già nel giorno immediatamente successivo alla rottura.

Il Marina è un fiume di breve tragitto e a carattere torrentizio che scende dai monti della Calvana in modo ripido, poi prosegue tortuoso nella Piana prima di sfociare nel fiume Bisenzio a Campi. La sera del 2 novembre il Bisenzio era in piena – 6 metri il livello idrometrico raggiunto – e oltre a esondare esso stesso, non raccoglieva più le acque del reticolo minore, fra cui lo stesso Marina, che nell’impeto ha distrutto gli argini vicini all’abitato.