Durante l’estate 2023, la città di Phoenix, in Arizona, è salita agli onori della cronaca per aver registrato una serie di diverse settimane con temperature superiori ai +38°C. Fa spesso un caldo infernale nello stato desertico dell’Arizona, e in effetti l’estate scorsa è stata la più calda a Phoenix a partire dal 1933. Questo ha fornito lo spunto ideale ai media per attribuire la responsabilità di questo record di calore al riscaldamento globale causato dall’uomo, ma eliminando il calore creato nella metropoli di cemento e asfalto in continua espansione, si scopre che per l’area è stata solo l’undicesima estate più calda registrata.
Se l’estate calda da record a Phoenix fosse dovuta al riscaldamento globale, come affermato in quasi tutti i media, allora ciò si manifesterebbe nelle stazioni meteorologiche che circondano la città – “giusto?”, si chiede il Dottor Roy Spencer, climatologo dell’Università dell’Alabama a Huntsville (UAH). Spencer e il collega John Christy, anche lui climatologo e professore all’UAH, sono stati impegnati in un recente progetto per determinare l’entità delle corruzioni di dati dovuti al calore urbano nelle città. Spencer ha preso i dati ufficiali sulla temperatura superficiale dell’aeroporto Sky Harbor di Phoenix, mostrati dalla curva rossa nel grafico seguente, e li ha confrontati con tutte le stazioni rurali entro 10-100km da Phoenix. Spencer conclude che l‘effetto isola di calore urbano è stato la causa principale dei record estivi a Phoenix.
Secondo Spencer, si stanno traendo conclusioni insostenibili sul presunto ruolo del cambiamento climatico nelle temperature record registrate in alcune città degli Stati Uniti. E aggiunge: “le città sono più calde dei loro dintorni rurali, e lo sono sempre di più, con o senza cambiamenti climatici”, proprio a causa dell’effetto isola di calore urbano.
La portata della corruzione dei dati dovuta al calore urbano è delineata in una ricerca più ampia recentemente pubblicata da Spencer e Christy. I due esperti citano un loro articolo che esamina i dati sulla temperatura nei 48 stati americani con la conclusione che il riscaldamento estivo tra il 1895 e il 2023 nelle città degli Stati Uniti è stato esagerato del 100%. Negli Stati Uniti, gran parte dei quali sono rurali, l’effetto del calore urbano è stimato al 24%. I dati analizzati sono presi dalla versione quattro della Global Historical Climatology Network della NOAA, che è una parte costituente importante dei set di dati sulla temperatura globale come HadCRUT del Met Office.
Spencer e Christy calcolano l’effetto del calore urbano utilizzando mappe e dati satellitari per calcolare come le temperature cambiano con la densità di popolazione su migliaia di coppie di stazioni meteorologiche ravvicinate. Precedenti rapporti in corso sul loro lavoro hanno evidenziato le corruzioni di dati dovute al calore negli aeroporti: il più sorprendente si è rivelato quello di Orlando in Florida. Il grafico seguente mostra che i dati grezzi per l’aeroporto internazionale suggeriscono un riscaldamento di 0,3°C ogni decennio, ma il dato “deurbanizzato” scende a soli 0,07°C. (Da notare che le letture aeroportuali sono popolari tra i servizi meteorologici di tutto il mondo).
L’estate 2023 negli USA è stata la tredicesima più calda mai registrata se corretta per l’effetto dell’urbanizzazione, afferma Spencer. Il caldo non è stato uniforme in tutto il continente, con oltre una dozzina di città del sud considerate in zona record, mentre condizioni più miti sono state riscontrate altrove.
Al momento è un po’ più caldo in alcune parti del pianeta, un processo per lo più naturale probabilmente dovuto in parte agli effetti di El Niño in via di sviluppo e, forse, al 13% in più di vapore acqueo nella stratosfera dovuto all’eruzione vulcanica sottomarina di Hunga-Tonga dell’anno scorso.
Spencer mostra come l’esca del calore sia tesa e felicemente ingoiata dai media mainstream guidati dalla narrativa allarmista sul clima. “Una città ha un riscaldamento record, quindi”, secondo la narrativa allarmista, “deve essere dovuto al riscaldamento globale causato dalla combustione di combustibili fossili, ma che ruolo ha il cambiamento climatico in queste registrazioni in città selezionate? La maggior parte di ciò che sentiamo attraverso i media proviene dalle stazioni di rapporto urbane, o almeno dagli aeroporti che servono le principali aree urbane”, afferma Spencer. Ma la corruzione delle cifre globali utilizzate per promuovere le politiche delle emissioni zero è una questione che sembra interessare poco alla maggior parte dei media.
