“Ricerca vuol dire infrastrutture. Immateriali – scienza – e materiali, ovvero quelle tecnologiche, europee e internazionali, su cui stiamo ampiamente dicendo la nostra. Fisica, astrofisica, astrofisica particellare, cosmologia, sono tutti ambiti che vedono l’Italia protagonista da sempre. Quindi, chi meglio di noi può ospitare la grande infrastruttura strategica come l’Einstein Telescope?“. Lo ha detto il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso di un video collegamento con la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) durante l’evento “In cinque minuti: le parole-chiave del successo del made in Italy dello Spazio”, in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio.
Il rilevatore di onde gravitazionali, ha continuato Bernini, consentirebbe anche di ampliare “la comunità scientifica che opera nel nostro Paese, facendo ritornare quei ricercatori italiani che oggi lavorano all’estero, attirandone anche di stranieri”. “Già gli Istituti nazionali di fisica nucleare, di astrofisica, di geofisica e vulcanologia – ha sottolineato il Ministro – stanno lavorando o questo progetto“. Bernini ha poi ricordato la lettera, firmata nei giorni scorsi dalla presidenza del Consiglio, che impegna il governo a finanziare l’opera per 950 milioni.

