Eventi di siccità gravi e prolungati hanno colpito l’Europa per più di due anni e il Nord Africa per sei anni, causando carenze idriche e ostacolando la crescita della vegetazione. Oggi il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione Europea ha pubblicato il rapporto “Drought in the Mediterranean – January 2024” sulle siccità persistenti e il loro impatto in tutta l’area del Mediterraneo
Temperature prolungate e superiori alla media, ondate di caldo e scarse precipitazioni hanno portato a gravi condizioni di siccità nella regione del Mediterraneo, colpendo numerose aree del Sud Italia, della Spagna meridionale, Malta, Marocco, Algeria e Tunisia. Nel bel mezzo dell’inverno, la siccità in corso sta già avendo impatti critici, secondo il rapporto dell’Osservatorio europeo sulla siccità (EDO) gestito dal JRC. Il rapporto indica inoltre le previsioni stagionali che prevedono una primavera più calda nel Sud Italia, in Grecia, nelle isole del Mediterraneo e nel Nord Africa. Poiché si prevede che la gravità della siccità persisterà, aumentano le preoccupazioni per il suo impatto sull’agricoltura, sugli ecosistemi, sulla disponibilità di acqua potabile e sulla produzione di energia.
Una siccità record colpisce l’area del Mediterraneo
Dall’1 al 20 gennaio 2024, l’area mediterranea ha vissuto condizioni critiche di siccità, che hanno colpito in particolare il Sud Italia, la Spagna meridionale e Malta. La situazione è stata ancora più grave e prolungata in Marocco, Algeria e Tunisia. Di conseguenza, in Marocco, Spagna e Sicilia sono già state implementate restrizioni sull’uso dell’acqua in risposta alla diminuzione della disponibilità idrica.

L’1 febbraio nella regione spagnola della Catalogna è stata dichiarata l’emergenza siccità con severe restrizioni idriche, poiché le riserve idriche sono scese al di sotto del 16%. I bacini idrici nella regione meridionale dell’Algarve sono al livello più basso e sono state ordinate restrizioni sull’uso dell’acqua.
I bacini idrici in Sicilia sono al di sotto del livello di allerta e potrebbe essere necessario il razionamento dell’acqua per garantire servizi minimi. In Sardegna, si stima che i bacini idrici contenevano meno del 50% della loro capacità a dicembre 2023.
In Marocco, sei anni consecutivi di siccità hanno provocato un livello criticamente basso di acqua nei bacini idrici, con un riempimento medio delle dighe pari a circa il 23%. È stato vietato l’uso dell’acqua per pulire le strade, irrigare i parchi e alcune aree agricole.
Condizioni di siccità e impatto sull’agricoltura
I ricercatori hanno utilizzato l’indicatore combinato di siccità (CDI), basato su precipitazioni, umidità del suolo e stress della vegetazione, per valutare la siccità in agricoltura. L’indice stima le condizioni di allerta e avviso in molte aree del Mediterraneo. L’analisi mostra che alla fine di gennaio la situazione era ancora allarmante.
Secondo l’ultimo bollettino MARS del JRC, il deficit di precipitazioni e le temperature record nel gennaio 2024 hanno colpito le colture invernali e gli alberi da frutto lungo le coste di Spagna, Italia, Grecia e le isole del Mediterraneo, mentre Marocco e Algeria hanno registrato una crescita ridotta dei raccolti.
Inoltre, le ondate di caldo tra settembre e dicembre 2023 hanno portato a temperature superiori alla media, con gennaio 2024 che è stato recentemente dichiarato come il gennaio più caldo mai registrato.
Le previsioni
Guardando al futuro, le previsioni stagionali prevedono una primavera più calda della media nel 2024. Si prevede che l’attuale manto nevoso delle Alpini, più basso della norma, darà un contributo ridotto da fusione della neve ai flussi dei fiumi nella regione nelle prossime stagioni primaverili ed estive.
La siccità prolungata aumenta anche il rischio di incendi a causa della ridotta umidità del suolo, con l’anno precedente – anch’esso segnato da condizioni di siccità in Europa – che ha visto il più grande incendio mai registrato nell’UE.
Necessità di strategie di adattamento e mitigazione
Il rapporto evidenzia anche la necessità di strategie di adattamento per ridurre gli effetti della siccità. Gli investimenti in sistemi di allerta precoce sulla siccità, l’aumento dell’efficienza idrica delle tecnologie esistenti e nuove, il passaggio a colture più resistenti alla siccità e il miglioramento dell’accesso alle risorse idriche sono cruciali per migliorare la preparazione e la resilienza delle comunità.
I partner del JRC e dell’Osservatorio europeo della siccità per la resilienza e l’adattamento (EDORA) hanno collaborato allo sviluppo del primo Atlante europeo del rischio di siccità, volto a valutare il rischio di siccità utilizzando tecnologie innovative.