Il 9 marzo 1976 il disastro della funivia dell’Alpe Cermis

La tragedia del Cermis del 9 marzo 1976 rimane una ferita profonda nella memoria collettiva

Il 9 marzo 1976 è stata una giornata che avrebbe dovuto essere di gioia e spensieratezza sulle pendici dell’Alpe Cermis, ma che invece si è trasformata in tragedia. Erano le 17:20 quando la fune portante della funivia ha ceduto, provocando la caduta della cabina nel vuoto per oltre 200 metri. A bordo si trovavano 43 persone, tra cui 15 bambini in gita scolastica. Solo una 14enne è sopravvissuta all’incidente, diventando l’unica testimone di quella terribile giornata.

Il disastro del Cermis del 1976 è stato il più tragico di questo tipo del secolo scorso, con un bilancio di 42 vittime, di cui 15 bambini. Le cause sono state accertate da un’inchiesta che ha rivelato l’accavallamento di due funi di acciaio, una delle quali ha tranciato l’altra, provocando la rottura e la caduta della cabina.

La tragedia si è consumata nell’ultimo tratto di discesa, quando la cabina, ormai priva di controllo, si è schiacciata al suolo dopo l’impatto con il carrello superiore. A bordo si trovavano persone di diverse nazionalità: 21 tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese.

Il dolore e la commozione per la perdita di tante vite umane, soprattutto di bambini innocenti, hanno sconvolto l’Italia e l’Europa intera. La tragedia del Cermis rimane una ferita profonda nella memoria collettiva, un monito a non dimenticare mai l’importanza della sicurezza e della prevenzione.