Oggi almeno 70 Paesi si sono impegnati a rivedere e adattare il modo in cui costruiscono gli edifici nel tentativo di frenare il riscaldamento globale, proteggendo allo stesso tempo l’ambiente. Lo hanno annunciato le Nazioni Unite e il governo francese. I Ministri dell’Ambiente e dell’Edilizia dei Paesi firmatari – che includono Stati Uniti e Arabia Saudita, ma non la Cina – hanno adottato la ‘Dichiarazione di Chaillot‘, dal nome del palazzo di Parigi in cui è stata finalizzata, in occasione del primo ‘World Buildings and Climate Forum’ organizzato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente e dal governo francese.
L’obiettivo è quello di decarbonizzare l’industria delle costruzioni e di rendere gli edifici più resistenti di fronte all’aumento di tempeste, inondazioni e ondate di calore, in particolare nei Paesi più vulnerabili del Sud del mondo.
Le emissioni dell’edilizia
L’edilizia è un settore “in cui le emissioni globali di gas serra continuano ad aumentare” e che “non è sulla buona strada per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050″, né per rispettare l’accordo sul clima di Parigi adottato nel 2015, si legge nella dichiarazione. Il settore è attualmente responsabile del 21% delle emissioni globali di gas serra e del 37% delle emissioni di CO2 legate all’energia. Secondo la dichiarazione, inoltre, rappresenta il 34% della domanda di energia e cattura la metà del consumo mondiale di materie prime. Inoltre, ogni anno vengono generati 100 miliardi di tonnellate di rifiuti edili da demolizioni e ristrutturazioni, la maggior parte dei quali non viene riutilizzata e il 35% finisce in discarica.
Inoltre, l’ONU prevede che entro il 2060 il mondo avrà raddoppiato la quantità di terreni edificabili e quasi raddoppiato il consumo di materie prime, la maggior parte delle quali sarà utilizzata nell’edilizia. Entro il 2060, il raddoppio delle aree edificate dovrebbe aggiungere più di 230 miliardi di metri quadrati di superficie edificata. In Africa, questa cifra potrebbe triplicare e addirittura quadruplicare nei Paesi in rapida urbanizzazione, si legge nel documento.
Gli impegni assunti
Tra gli impegni assunti dai partecipanti c’è quello di dare priorità alle ristrutturazioni rispetto alle nuove costruzioni, per ridurre al minimo l’uso di risorse non rinnovabili e massimizzare l’efficienza energetica. Sarà necessario risparmiare acqua ed energia, ridurre il più possibile le installazioni di condizionamento dell’aria favorendo la circolazione dell’aria all’interno degli edifici e sviluppare la formazione della forza lavoro per svolgere questo compito titanico.
