“Sono trascorsi 80 anni da quella tragica notte. Una tragedia, appunto, sulla quale per lungo tempo ha gravato un imbarazzante e colposo silenzio ma che ci impone di onorare la memoria delle oltre 600 vittime“: queste le parole del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in ricordo dell’incidente ferroviario avvenuto nella Galleria delle Armi, a Balvano (Potenza) nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944. “A tal fine, dallo scorso 2021, con la legge regionale numero 33 – ha proseguito il governatore lucano – abbiamo voluto proclamare il 3 marzo la Giornata della Memoria in ricordo della sciagura ferroviaria di Balvano. Il senso è di trasmettere un ricordo condiviso che ci guidi e costruisca il senso etico che deve caratterizzare le nostre azioni come singoli e come comunità. Il valore della nostra commemorazione è dunque quello di restituire dignità a quelle vittime per troppo tempo dimenticate. Desidero rivolgere un pensiero di vicinanza ai familiari delle vittime che hanno subito, oltre la perdita, anche l’indifferenza di un’epoca caratterizzata da contrasti e contraddittori“.
“Dopo 80 anni, non possiamo parlare di pacificazione con la storia, ma possiamo affermare che questi ultimi anni ci hanno restituito in maniera più limpida i contorni dell’evento. Nel rispetto dei passeggeri clandestini la cui unica colpa fu di salire su quel treno merci,” ha concluso Bardi.
Il disastro di Balvano
Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, un tragico incidente ferroviario si verificò nella Galleria delle Armi, vicino a Balvano (Potenza), sulla linea Battipaglia-Metaponto. Il treno merci 8017, composto da 47 vagoni e 2 locomotive a vapore, si fermò all’interno della galleria a causa di una combinazione di fattori:
- Fumo e scarsa ventilazione – Le locomotive a vapore sprigionavano una grande quantità di fumo, che riempiva la galleria e ne riduceva la visibilità. La scarsa ventilazione naturale, aggravata da una giornata poco ventosa, contribuì all’accumulo di fumo e gas tossici;
- Binari scivolosi: L’umidità della foschia notturna aveva reso i binari scivolosi, rendendo difficile la frenata e la trazione del treno;
- Sovraccarico del treno – Il treno merci era sovraccarico, con un peso stimato di oltre 1.200 tonnellate, ben al di sopra del limite massimo consentito sulla linea.
Il treno, impossibilitato a procedere o a tornare indietro, rimase bloccato nella galleria per diverse ore. I passeggeri e il personale a bordo, circa 520 persone, si trovarono intrappolati in un ambiente irrespirabile, avvelenati dal fumo e dai gas di scarico delle locomotive. I soccorsi giunsero solo dopo diverse ore, ostacolati dalla difficoltà di accesso alla galleria e dalla scarsa visibilità. Il bilancio della tragedia fu drammatico: si stima che morirono oltre 500 persone, rendendolo il più grave incidente ferroviario in Italia per numero di vittime.
