Gli integratori alimentari, talvolta indicati come supplementi nutrizionali, sono prodotti formulati per integrare il normale regime alimentare quando si registra la carenza di determinati micronutrienti (vitamine e/o sali minerali) oppure quando si verifica una situazione di aumentato fabbisogno.
Come spesso viene citato sulle loro confezioni, gli integratori non devono essere intesi come “sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano”. Quest’ultimo punto è particolarmente importante perché evita equivoci sulla funzione di questi prodotti, da assumere solo in determinate situazioni.
Fra i tanti integratori alimentari in commercio, alcuni dei più richiesti sono sicuramente quelli a base di magnesio, come per esempio Magnesio Supremo a base di magnesio citrato, una formulazione che si caratterizza per la sua alta biodisponibilità, termine quest’ultimo che indica il grado e la rapidità con cui la forma attiva di una sostanza (un farmaco o un integratore) raggiunge il sistema dei vasi che irrorano organi e tessuti (circolazione sistemica).
Data la grande diffusione di integratori di magnesio, di seguito si illustrano le funzioni di tale minerale e le circostanze in cui può risultare utile integrarlo.
Le funzioni del magnesio
Il magnesio è un minerale presente in abbondanza nell’organismo umano, in particolar modo nelle ossa e nei muscoli, ma anche nel sangue e in altri organi e tessuti. Esso svolge un ruolo di importanza fondamentale nella trasmissione neuromuscolare, nella formazione dell’urea, nel controllo della pressione arteriosa e dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) e in diversi altri processi metabolici. È coinvolto nel mantenimento di una sana massa ossea, nella sintesi proteica e in quella di RNA e DNA.
Quando ricorrere agli integratori di magnesio?
La carenza di magnesio, indicata talvolta con il termine ipomagnesiemia, può essere dovuta a diverse cause; una di queste è l’adozione di un regime alimentare povero di cibi contenenti magnesio; altre cause sono le malattie caratterizzate da ridotto assorbimento di vitamine e sali minerali (celiachia, morbo di Crohn, malattie intestinali croniche ecc.), diarrea e vomito prolungati, assunzione di farmaci diuretici, abuso prolungato di sostanze alcoliche, situazioni caratterizzate da alti livelli di stress cronico ecc.
Vi poi casi di aumentato fabbisogno; il caso classico è quello delle persone che praticano un’intensa attività fisica, in particolar modo durante i mesi più caldi; l’abbondante sudorazione determina una perdita di sali minerali, magnesio compreso.
In tutti questi casi, il ricorso a un’integrazione di magnesio può risultare utile e, in casi specifici, necessaria; in quest’ultima circostanza sarà il medico curante a stabilire dosaggi e durata dell’integrazione. Ovviamente è molto importante anche adottare un regime alimentare equilibrato che contempli la presenza di cibi ricchi di magnesio, come patate, lenticchie, nocciole, mandorle, zucchine, carciofi, finocchi ecc.
Quali sono le conseguenze di una carenza di magnesio?
La carenza di magnesio, a seconda della sua gravità, può essere causa di varie manifestazioni più o meno fastidiose come per esempio crampi muscolari, facile affaticamento, ansia, nervosismo, sensazione di nausea, vomito, tremori, aumento della pressione del sangue (ipertensione arteriosa) ecc. La serietà di tali sintomi e segni dipende ovviamente dal livello di carenza; quanto più questa è accentuata, tanto più eclatanti potranno essere le manifestazioni.
Dose giornaliera raccomandata
In un soggetto adulto normopeso la dose giornaliera raccomandata di magnesio si aggira sui 375 mg. Se, per i più svariati motivi, non si è in grado di raggiungere questo dosaggio, si può sopperire con un’adeguata supplementazione, ricorrendo ad appositi integratori.
