“La Toscana è un territorio fragile: lo dimostra il fatto che eventi meteo di intensità medio-bassa ci espongono a danni rilevanti, creando frane e forti disagi alla normale vita di migliaia di cittadini. Per questo motivo, è necessaria la modifica di alcuni meccanismi della legge regionale 80 del 2015”, sulla difesa del suolo, “in modo da poter programmare in modo continuo i micro-interventi che inibiscono fenomeni di dissesto che bloccano viabilità locali“. Lo afferma Riccardo Martelli, Presidente dell’Ordine dei geologi della Toscana.
“È arrivato il momento di rivedere alcuni aspetti della legge per avviare una programmazione degli interventi a una scala differente – spiega in una nota -. La mappatura delle aree interessate da fenomeni franosi nel territorio toscano esiste ed a breve sarà disponibile la versione aggiornata, tuttavia riporta solo fenomeni che coinvolgono areali importanti. Invece spesso i problemi nascono da fenomeni di modesta entità, che sono in grado di diventare un problema generale nel momento in cui provocano la chiusura per settimane di una strada comunale o provinciale, percorsa ogni giorno da migliaia di cittadine e cittadini”.
Per Martelli, “l’esperienza che la Regione Toscana ha maturato nella programmazione del territorio e degli interventi in relazione al rischio sismico, dovrebbe essere presa ad esempio per questa auspicabile revisione della norma che regola gli interventi di difesa del suolo”. “È necessario un nuovo approccio al problema, in termini di microzonazione idrogeologica – osserva ancora –, che dovrà portare con sé nuovi criteri di mappatura delle aree vulnerabili, andando ad implementare le cartografie esistenti, che rappresentano un elemento fondamentale dei piani di protezione civile. E su questa base dovranno essere studiati ed adottati nuovi criteri di distribuzione dei fondi per la manutenzione del territorio”.
