Il Pakistan sta affrontando una carenza d’acqua pari a circa il 30% del suo fabbisogno all’inizio della stagione di semina del riso e del cotone. Questa carenza è dovuta alla minore quantità di neve caduta rispetto al solito durante l’inverno nella regione dei ghiacciai nel nord del Paese, con ripercussioni sui bacini fluviali dell’Indo e del Jhelum, utilizzati per irrigare le aree agricole. L’allarme è stato lanciato dall’Autorità di gestione delle acque del bacino dell’Indo (Irsa).
“La neve è diminuita rispetto al normale a causa del cambiamento climatico, che sta colpendo i ghiacciai del Paese”, ha detto l’assistente di ricerca dell’Irsa Muhammad Azam Khan. “Questo avrà un impatto diretto sulla disponibilità di acqua per le colture (monsoniche) in estate”, ha aggiunto. Le colture monsoniche, come il riso, il mais, la canna da zucchero e il cotone, vengono seminate in aprile, prima della stagione delle piogge, poiché richiedono un clima caldo e molto umido per crescere.
L’arrivo delle piogge monsoniche, normalmente intorno alla metà di giugno, dovrebbe compensare in parte questa mancanza. Ma il servizio meteorologico nazionale prevede anche temperature più alte del solito, aumentando l’incertezza.
