I detriti della missione DART potrebbero schiantarsi su Marte

La missione DART ha avuto una conseguenza inaspettata

Una nuova ricerca suggerisce che la missione di deflessione degli asteroidi della NASA potrebbe aver mandato decine di detriti su una traiettoria di collisione con Marte. Nel 2022, la NASA ha deliberatamente fatto schiantare un veicolo su un asteroide chiamato Dimorphos al fine di cambiare la sua orbita, così come la traiettoria della roccia spaziale più grande, Didymos. La missione, chiamata Double Asteroid Redirection Test (DART), è stata progettata come una sorta di programma pilota per deviare asteroidi potenzialmente pericolosi near-Earth.

Gli scienziati hanno considerato DART un enorme successo: studi successivi hanno rivelato che ha alterato l’orbita del piccolo asteroide di 32 minuti e ha cambiato totalmente la forma di Dimorphos. La missione ha avuto però una conseguenza inaspettata: quando il veicolo è entrato in collisione con Dimorphos, ha proiettato nello Spazio uno sciame di 37 detriti che misuravano fino a 6-7 metri nel cosmo. “Non ci aspettavamo che così tante rocce così grandi venissero sbalzate via,” ha dichiarato al National Geographic Andy Riven, astronomo presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory e membro del team DART.

Fortunatamente, nessuna delle rocce sembra essere diretta verso la Terra, ma i ricercatori erano comunque curiosi di sapere dove i giganteschi massi sarebbero andati a finire. Ora, potrebbero avere una risposta. In un articolo preprint ancora da sottoporre a revisione paritaria, i ricercatori descrivono la potenziale destinazione dei detriti: Marte.

Marco Fenucci, matematico presso il Near-Earth Objects Coordination Centre dell’Agenzia Spaziale Europea e co-autore del nuovo studio, ha tracciato la traiettoria delle rocce e ha eseguito simulazioni che proiettavano le loro posizioni a 20mila anni nel futuro. Ci sono, naturalmente, molte incertezze nel fare una previsione così lontana nel tempo. Tuttavia, Fenucci e il suo team hanno scoperto che nella maggior parte degli scenari, le rocce finivano per attraversare l’orbita di Marte tra circa 6mila anni.

Se le rocce spaziali impatteranno sulla superficie del Pianeta Rosso dipenderà dalla loro composizione. Se sono strutturalmente instabili, probabilmente esploderanno o bruceranno nell’atmosfera marziana sottile, hanno spiegato gli autori dello studio. Se i detriti sono invece abbastanza solidi, lasceranno un notevole cratere di impatto.

È importante che gli scienziati siano consapevoli delle conseguenze di missioni come DART e del potenziale di proiettare detriti nello Spazio, avverte lo studio. La maggior parte degli asteroidi che i ricercatori vorranno deviare sarà vicina alla Terra. Per proteggere veramente il nostro pianeta, gli scienziati dovranno essere in grado di prevedere il numero e la traiettoria di tali detriti prima di lanciare una missione di difesa planetaria simile a DART più vicino casa.

Fortunatamente, questo problema è solo ipotetico per ora. Gli astronomi seguono le orbite di più di 33mila asteroidi near-Earth e hanno scoperto che nessuno di questi colpirà il nostro pianeta per almeno il prossimo secolo.