La Procura di Torino ha aperto un fascicolo sul caso del 35enne, residente in provincia di Cuneo ma di origini calabresi, morto ieri dopo un malore accusato su un volo Ryanair decollato dallo scalo di Caselle verso Lamezia Terme. Al momento, nel fascicolo d’inchiesta – affidato ai pubblici ministeri Lea Lamonaca e Giorgio Nicola – non ci sono indagati né ipotesi di reato. I magistrati hanno disposto l’autopsia per stabilire le cause della morte del giovane: al momento si ipotizza un infarto. L’uomo si era sentito male poco dopo il decollo e il pilota era stato costretto a tornare indietro all’aeroporto torinese.
Il malore e i soccorsi: cosa è successo sull’aereo
Giuseppe Stilo – questo il nome della vittima – era originario di Vibo Valentia e residente ad Alba, dove lavorava alla Ferrero. Insieme a lui su quell’aereo, ma seduta alcune file più indietro, vi era anche la moglie, al quarto mese di gravidanza, che inizialmente non si era accorta di niente. Quando Giuseppe ha accusato il malore, il personale di bordo è subito intervenuto insieme a due medici che si trovavano fra i passeggeri. Le condizioni del giovane sono apparse subito gravissime e, intorno alle 11.15, il comandante ha invertito la rotta dell’aereo, che in quel momento si trovava sopra la Liguria, ed è tornato indietro verso l’aeroporto di Torino. Circa 36 minuti dopo il decollo, il velivolo è atterrato sulla pista di Caselle e a bordo sono saliti un altro medico e un infermiere, ma i tentativi di rianimare Giuseppe sono stati inutili.
Tutti i passeggeri sono stati fatti scendere e la moglie del giovane ha saputo della morte del marito solo alcuni minuti dopo. Dopo la notizia, anche lei ha accusato un malore e un’ambulanza l’ha trasportata d’urgenza in ospedale. I due si erano sposati la scorsa estate ed erano felici per l’arrivo del loro bambino.
Asl: “nessun ritardo nei soccorsi”
La notizia del decesso di un passeggero ha fatto subito il giro del web e si sono diffuse voci di un ritardo di una delle ambulanze, indiscrezioni che l’Asl To4 ha subito voluto smentire in una nota congiunta con Sagat, Azienda Zero e 118. Non c’è stato nessun ritardo nei soccorsi, si afferma nella nota. “A causa di un malore del passeggero, l’aeromobile diretto a Lamezia Terme ha fatto rientro a Torino con procedura di emergenza – spiegano dall’azienda sanitaria – a bordo del velivolo intanto due medici passeggeri del volo hanno cominciato le manovre di rianimazione cardiopolmonare coadiuvati dal personale di bordo, che ha messo a disposizione il defibrillatore semiautomatico presente in aereo”. Prima dell’atterraggio i medici hanno erogato due scariche con il defibrillatore.
“Nel frattempo, il personale sanitario in servizio presso il pronto soccorso aeroportuale si preparava in pista a prestare soccorsi e la centrale operativa 118, allertata sulla situazione, provvedeva ad inviare l’ambulanza di base di Borgaro Torinese, seguita dal mezzo con medico ed infermiere con sede a Venaria“, sottolinea l’Asl, evidenziando che, all’arrivo dell’aereo, “il medico in servizio presso l’aeroporto saliva immediatamente a bordo e provvedeva ad erogare la terza scarica con il Dae e a somministrare dell’adrenalina”. Infine due volontari dell’ambulanza del 118, una volta saliti a bordo, hanno aiutato i sanitari che già prestavano soccorso nel continuare le manovre rianimatorie. “Si precisa che la prima ambulanza con i volontari era attesa al varco e ha impiegato circa 2 minuti per accedere al sedime aeroportuale (nel frattempo il paziente aveva tre medici con defibrillatore e adrenalina che lo stavano assistendo) mentre la medicalizzata del 118 è entrata immediatamente“, si legge nella nota.
“Non c’è quindi stato un ritardato soccorso e la sinergia tra i medici presenti a bordo, gli assistenti di volo, i sanitari in servizio presso l’aeroporto e il 118 hanno dato al paziente tutte le possibilità che aveva di uscire da quella drammatica situazione”, conclude la nota.

