I pediatri italiani lanciano un grido di allarme di fronte all’epidemia di pertosse che sta affliggendo principalmente i neonati e i lattanti non vaccinati. Fin dall’inizio dell’anno, sono stati registrati tre decessi e un aumento dell’800% dei ricoveri rispetto all’anno precedente.
Allarme pertosse in Italia
Da gennaio a maggio 2024, l’Italia ha visto un totale di 110 ricoveri per pertosse, di cui oltre 15 casi hanno richiesto cure in terapia intensiva per i più piccoli, con un triste bilancio di tre neonati perduti a causa della malattia.
Tuttavia, i pediatri avvertono che il dato dei ricoveri potrebbe essere sottostimato, sollevando preoccupazioni ancora più gravi sulla diffusione della pertosse nel paese. Questo allarme arriva in seguito ai dati preoccupanti dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), che ha segnalato quasi 60.000 casi in Europa nel periodo dal 2023 fino ad aprile 2024. Questo rappresenta un aumento di oltre 10 volte rispetto agli anni precedenti.
La Società italiana di pediatria sottolinea che la maggior parte dei bambini colpiti non è vaccinata contro la pertosse. Questo richiama l’attenzione sull’importanza della vaccinazione per prevenire non solo la diffusione della malattia ma anche le sue gravi conseguenze, specialmente nei neonati e nei bambini piccoli che possono sviluppare complicazioni pericolose.
La pertosse, causata dal batterio Bordetella pertussis, è altamente contagiosa e può essere letale, specialmente per i neonati che non hanno ancora completato il ciclo di vaccinazioni. I sintomi iniziali possono essere scambiati per un raffreddore comune, ma poi la malattia progredisce in una tosse persistente e grave che può portare a problemi respiratori e altre complicazioni gravi.
Il Ministero della Salute e le autorità sanitarie locali stanno collaborando per monitorare da vicino la diffusione della pertosse e per promuovere campagne di vaccinazione mirate a proteggere la popolazione più vulnerabile. Tuttavia, l’allarme lanciato dai pediatri sottolinea l’urgente necessità di un’azione rapida e coordinata per affrontare questa epidemia e proteggere la salute dei bambini in Italia.
