“Il Lago di Tovel è una sentinella per gli effetti del cambiamento climatico sui laghi di montagna del Trentino. Il lago viene studiato da oltre 30 anni, un requisito essenziale per indagare gli effetti del cambiamento climatico. Il lago ghiaccia sempre più tardi, un effetto evidente dell’aumento di temperatura, influenzando la presenza di ossigeno a profondità basse e l’emissione di anidride carbonica”. Lo ha detto Ulrike Obertegger, ricercatrice dell’unità idrobiologia del Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach, intervenendo a ‘Montagne d’acqua’.
Maria Cristina Bruno, ricercatrice nell’unità di idrobiologia del Centro ricerca e innovazione ha posto l’accento sugli impatti dovuti sia ai cambiamenti climatici, sia ai prelievi idrici dai corsi d’acqua. “I cambiamenti globali in atto alterano l’idrologia e la qualità delle acque di alta quota – ha osservato -. Ad altitudini inferiori, l’uso multiplo delle risorse idriche, primariamente per produzione idroelettrica, altera i regimi naturali delle portate, delle temperature e dei sedimenti, con importanti ricadute per la componente biotica; l’artificializzazione degli argini e l’eliminazione della vegetazione riparia precludono i processi di rimozione dei nutrienti ed altre importanti funzioni ecosistemiche. Risulta chiara l’urgenza di adottare strategie di mitigazione degli impatti e di riqualificazione degli ecosistemi acquatici. Ecosistemi che sono soggetti, in modo sempre più pressante, ad impatti dovuti all’immissione di organismi non autoctoni, spesso indicati con il termine di ‘alieni'”.
