L’area del lago Tagua Tagua in Cile centrale ha recentemente rivelato una sorprendente testimonianza dell’attività degli antichi umani. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS ONE ha fornito nuove informazioni su come i cacciatori-raccoglitori dell’era preistorica usassero questa regione come un importante centro per la caccia e la raccolta di risorse. Questo studio è stato condotto da un team di ricercatori della Pontificia Università Cattolica del Cile, guidato da Rafael Labarca. La scoperta di un sito archeologico denominato Taguatagua 3, datato tra 12.440 e 12.550 anni fa, offre nuove prospettive sulla vita e le abitudini dei primi abitanti del continente americano. Questi antichi popoli dimostrarono una notevole capacità di adattamento e utilizzo delle risorse naturali disponibili, un aspetto che emerge chiaramente dalle evidenze raccolte nel sito.
Il contesto storico e geografico del Lago Tagua Tagua
Il lago Tagua Tagua, situato nella regione centrale del Cile, è una zona ricca di significato archeologico, nota per la sua lunga storia di insediamenti umani. Numerosi siti archeologici nella regione hanno già mostrato tracce di alcune delle più antiche popolazioni umane nelle Americhe. Questi insediamenti offrono uno spaccato della vita durante il tardo Pleistocene, un periodo caratterizzato da significativi cambiamenti climatici e ambientali. La scoperta di Taguatagua 3 aggiunge un nuovo capitolo a questa storia, rivelando come i cacciatori-raccoglitori dell’epoca sfruttassero le risorse locali in modo strategico. Questo sito specifico fornisce una prova tangibile delle loro tecniche di caccia, lavorazione degli alimenti e gestione delle risorse, dimostrando un adattamento complesso e sofisticato alle sfide ambientali del tempo.
La scoperta di Taguatagua 3
Durante gli scavi condotti dal team di Labarca, sono stati rinvenuti resti fossili di un gomphothere, un animale parente degli elefanti ma ormai estinto. Le ossa di questo grande mammifero presentano segni evidenti di macellazione, suggerendo che i cacciatori-raccoglitori utilizzassero il sito per la lavorazione delle carcasse. Questo non era un lavoro semplice; richiedeva una pianificazione dettagliata e una comprensione profonda del comportamento degli animali e delle tecniche di macellazione. Oltre ai resti di gomphothere, sono stati trovati strumenti litici e altre evidenze fossili, tra cui resti carbonizzati di piante e piccoli animali. Questi reperti indicano che il sito veniva utilizzato non solo per la caccia, ma anche per la lavorazione di vari alimenti, suggerendo una dieta diversificata e una sofisticata organizzazione delle attività di sussistenza.
Stagionalità e uso delle risorse
I ricercatori hanno scoperto resti carbonizzati di piante e piccoli animali, indicando che il sito non era utilizzato solo per la caccia agli elefanti, ma anche per la raccolta e la lavorazione di altre risorse alimentari. Tra i ritrovamenti più interessanti ci sono semi fossili di cactus e gusci d’uovo di uccelli, che suggeriscono che il sito fosse occupato principalmente durante la stagione secca. Questo aspetto stagionale dell’occupazione del sito è significativo perché dimostra una conoscenza approfondita dell’ambiente locale e delle sue risorse. I cacciatori-raccoglitori sapevano esattamente quando e dove trovare specifiche risorse naturali, utilizzando il sito di Taguatagua 3 in modo ottimale per le loro esigenze di sopravvivenza. Questa capacità di adattamento e pianificazione stagionale evidenzia una complessa strategia di sussistenza e mobilità, che era essenziale per la loro sopravvivenza in un ambiente in continuo cambiamento.
Mobilità e sussistenza dei primi umani
Taguatagua 3 offre una preziosa finestra sulle strategie di mobilità e sussistenza dei primi esseri umani che abitarono il Sud America. Gli autori dello studio affermano che il sito permette di comprendere meglio come i nostri antenati si adattarono agli ambienti in rapido cambiamento durante il tardo Pleistocene. L’analisi dei resti trovati suggerisce che i cacciatori-raccoglitori avevano una rete di siti temporanei che utilizzavano in modo stagionale, spostandosi tra di essi in risposta alle variazioni ambientali e alla disponibilità di risorse. Questo modello di mobilità indica un alto livello di adattamento e flessibilità, fondamentale per la sopravvivenza in un periodo caratterizzato da cambiamenti climatici significativi. La scoperta di diversi siti simili nella regione del lago Tagua Tagua rafforza l’idea che questa area fosse un terreno di caccia regolare per questi gruppi umani, che sfruttavano le risorse disponibili in modo strategico e organizzato.
