Nucleare, la tecnologia innovativa di Newcleo: scorie riprocessate e costi abbattuti

“Noi faremo reattori con una tecnologia nuova e diversa da quella dei reattori tradizionali raffreddati ad acqua”, afferma Stefano Buono, CEO di Newcleo

Stefano Buono, laureato in fisica e già assistente del Premio Nobel Carlo Rubbia al Cern di Ginevra, è Presidente e CEO di Newcleo, società con sede a Torino, e ha convinto il Presidente francese Emmanuel Macron ad affidarsi a lui e alla sua azienda per il nucleare di ultima generazione. Grazie ad una tecnologia fortemente innovativa e ad un investimento di tre miliardi entro il 2030, Newcleo costruirà in Francia una fabbrica di combustibile MOX e il primo reattore dimostrativo da 30MWe.

“La Francia è un punto di riferimento globale sul nucleare e, in quanto tale, ha rapporti e relazioni con numerosi Paesi. In Europa, il dialogo con la Francia e il suo ecosistema nucleare è imprescindibile per qualunque Paese si affacci alla tecnologia”, ha dichiarato Stefano Buono in un’intervista concessa a “Il Tempo”. “Noi naturalmente caldeggiamo ogni interazione tra Italia e Francia che possa portare ad un maggiore sviluppo dell’industria manifatturiera italiana. La Francia deve passare da 220 a 320mila addetti entro il 2030, questa crescita mostra le ambizioni del programma francese, ma richiederà anche una forte collaborazione dell’industria nucleare europea e noi vogliamo che l’Italia contribuisca in modo fondamentale, dato il suo potenziale e le sue competenze”, ha aggiunto.

Alla domanda su quale sia la condizione dell’Italia dal punto di vista della ricerca e degli investimenti sul nucleare, Buono ha affermato che “le recenti dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin al G7 di Torino sembrano un’apertura di credito importante. La posizione del Ministro è incoraggiante e segue un dialogo tra istituzioni e aziende che dura già da qualche tempo. In Italia, infatti, sono rimaste forti competenze nell’industria nucleare anche dopo la chiusura dell’ultima centrale nel 1990. Molte aziende hanno continuato a far parte della supply chain globale e gli atenei hanno continuato i programmi di ricerca. Noi siamo arrivati nel 2021, porENEA, che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del programma nucleare italiano. Noi abbiamo raccolto 400 milioni di euro per lo più tra capitale di origine italiana. L’appetito per gli investimenti c’è e lo stiamo vedendo anche col nostro aumento di capitale ancora in corso al momento”.

La tecnologia di Newcleo

Noi faremo reattori con una tecnologia nuova e diversa da quella dei reattori tradizionali raffreddati ad acqua”, afferma Stefano Buono. “I nostri reattori saranno raffreddati col piombo, un materiale che offre sia soluzioni di sicurezza passiva, sia la possibilità di usare molto efficientemente il combustibile nucleare. Lo faremo prendendo le scorie generate dalle centrali esistenti e riprocessandole per produrre nuovo combustibile. Questo ci permetterà di far funzionare i nostri reattori senza necessità di estrarre nuovo uranio dalla terra, ma anche di ridurre significativamente il volume delle scorie nucleari esistenti in quei Paesi che già utilizzano il nucleare”.

Newcleo propone reattori che costano fino a 30 volte di meno. “Il fattore 30 è anche dovuto alla taglia: a parità di energia prodotta potremmo dire invece la metà. Ma la taglia dell’investimento per renderlo produttivo è importante, e soprattutto sarà importante la velocità di realizzazione, che è la più significativa opportunità finanziaria dei piccoli reattori nucleari”, ha spiegato il Presidente di Newcleo.

Buono fa l’esempio della città di Roma per rendere “l’idea di quanto diventerà irrilevante il problema delle scorie con la nostra tecnologia”: “saremo in grado di soddisfare il fabbisogno di elettricità di una città come Roma producendo meno di un metro cubo di scorie in un anno, e soprattutto in maniera totalmente sicura, decarbonizzata e sostenibile”, conclude.