Il nuovo Cdm per abbattere le liste d’attesa sanitarie

Una novità significativa nel decreto è l'istituzione di un'infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale

Oggi, martedì 4 giugno 2024, il Consiglio dei Ministri (Cdm) si riunisce a Palazzo Chigi per discutere una serie di provvedimenti urgenti in ambito sanitario. All’ordine del giorno, un decreto legge mirato alla riduzione dei tempi delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie.

Il piano del governo si articolerà in due fasi: un decreto legge “leggero” e immediato, seguito da un disegno di legge (ddl) più complesso e dettagliato. Il primo provvedimento non richiederà nuove risorse finanziarie, mentre il ddl includerà misure che necessitano di investimenti.

Contenuti del Decreto

Il decreto legge propone che le prestazioni sanitarie, se non erogate nei tempi previsti, possano essere offerte in regime di intramoenia o tramite il privato accreditato. Questa misura sarà operativa entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Altri punti salienti del decreto includono:

  • Limitazione delle ore di attività libero-professionale per i medici, con controlli affidati ai direttori generali delle aziende sanitarie.
  • Incremento delle risorse per l’acquisto di prestazioni dal privato convenzionato per gli anni 2025 e 2026.
  • Introduzione di visite ed esami nel weekend per ottimizzare l’uso delle strutture sanitarie.
  • Creazione di una piattaforma di monitoraggio delle prestazioni, gestita dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).

Una novità significativa nel decreto è l’istituzione di un’infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale. Questa sarà progettata per migliorare la gestione delle liste d’attesa, supportando i cittadini, i professionisti sanitari e le strutture sanitarie attraverso sistemi avanzati di gestione delle prenotazioni e delle agende.ù

Le dichiarazioni del Ministro della Salute

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato che alcune misure saranno operative immediatamente dopo il Cdm. Tra queste, l’aumento del tetto di spesa per le assunzioni di personale sanitario e l’istituzione di un’agenda unica di prenotazione per le prestazioni sanitarie, sia pubbliche che private.

Schillaci ha sottolineato l’importanza di garantire tempi di attesa ridotti per le prestazioni sanitarie, citando l’obiettivo di consentire, ad esempio, l’esecuzione di una TAC entro 72 ore. Ha inoltre menzionato misure fiscali agevolate per gli straordinari del personale sanitario e stanziamenti per la salute mentale.

Il ddl che seguirà avrà tempi più lunghi di approvazione e includerà provvedimenti che richiedono maggiori risorse. Tra questi, l’aumento del tetto di spesa per il privato e risorse aggiuntive per il personale sanitario.

Oltre al decreto legge sulle liste d’attesa, il Cdm discuterà altri importanti disegni di legge, tra cui misure per la magistratura onoraria e per la semplificazione normativa.

Queste iniziative rappresentano un passo importante per affrontare uno dei principali problemi del sistema sanitario italiano, promettendo un miglioramento significativo nell’accesso e nella qualità delle cure per i cittadini.

Le dichiarazioni

Alcune misure saranno subito operative dopo il Consiglio dei ministri. Penso all’aumento del tetto di spesa per l’assunzione del personale sanitario, che passerà dal 10% al 15%. Altre spero veramente possano esserlo con l’inizio dell’anno nuovo, dal 1 gennaio 2025 vorremmo abolire il tetto di spesa sulle assunzioni: questo rappresenta veramente un fatto epocale dopo 20 anni che esiste“, ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante un’intervista.

Per riuscire a garantire visite ed esami nei tempi giusti “stiamo lavorando. Vogliamo che se un cittadino deve fare un esame, una Tac, per esempio, entro 72 ore, la faccia. E questo è dovuto alla grande sensibilità del primo ministro Giorgia Meloni su questo tema. Ancora oggi ci sono dei contatti febbrili per cercare di rendere” il provvedimento “operativo il prima possibile. Sarebbe veramente epocale – ha rimarcato – finalmente far sì che quando un cittadino ha bisogno di fare una prestazione, la faccia a carico del Servizio sanitario nazionale“.

Schillaci ha inoltre confermato che “finalmente ci sarà un’agenda unica di prenotazione, che metterà insieme tutte le prestazioni disponibili nel pubblico e nel privato convenzionato. Ancora non è così in gran parte delle regioni“.