Uno studio condotto presso la Nagoya University Graduate School of Medicine ha trovato prove che collegano il consumo di piccoli pesci, mangiati interi, con un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause e per cancro nelle donne giapponesi. I risultati, pubblicati su Public Health Nutrition, evidenziano i benefici del consumo abituale di piccoli pesci come bianchetti e piccole sardine, che sono ricchi di micronutrienti essenziali.
Lo studio ha coinvolto 80.802 partecipanti (34.555 uomini e 46.247 donne) di età compresa tra 35 e 69 anni. La frequenza di assunzione di piccoli pesci è stata valutata attraverso un questionario alimentare. Durante un follow-up medio di nove anni, sono stati registrati 2.482 decessi, di cui il 60% causato dal cancro. Le donne che consumavano piccoli pesci frequentemente avevano un rischio di mortalità per tutte le cause e per cancro significativamente ridotto rispetto a quelle che li mangiavano raramente. Questo effetto protettivo non è stato osservato in modo statisticamente significativo negli uomini.
I ricercatori ipotizzano che la differenza tra i sessi potrebbe essere dovuta a fattori non misurati, come la dimensione della porzione o il tipo di cancro prevalente tra i due sessi. Tuttavia, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per chiarire questi aspetti.
Kasahara, il ricercatore capo, è entusiasta dei risultati e spera che questi possano avere rilevanza anche per altre popolazioni. Studi precedenti hanno evidenziato che i piccoli pesci, a prezzi accessibili, rappresentano una fonte importante di nutrienti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo con gravi carenze nutrizionali. I piccoli pesci sono facili da consumare interi e contengono nutrienti e sostanze fisiologicamente attive che potrebbero contribuire alla buona salute, suggerendo che il loro consumo potrebbe essere una strategia efficace per ridurre il rischio di mortalità.
