Il gigante francese del nucleare Orano ha subito un duro colpo in Niger, dove le autorità locali hanno revocato la licenza per la gestione della miniera di uranio di Imurain, una delle più grandi al mondo. La decisione rappresenta un nuovo capitolo nelle tensioni tra Parigi e il governo militare nigerino.
Il Niger contro la Francia sull’Uranio
Orano, controllata dal gruppo nucleare statale francese Areva, era in procinto di avviare l’estrazione a Imurain, sito che vanta riserve stimate di circa 200.000 tonnellate di uranio. Tuttavia, il progetto, originariamente previsto per il 2015, era stato messo in stand-by a causa del crollo dei prezzi globali dell’uranio innescato dal disastro nucleare di Fukushima nel 2011.
Il governo del Niger, guidato da un consiglio militare dopo il colpo di stato del 2021, aveva recentemente espresso impazienza per il ritardo nello sviluppo del progetto Imurain. A tal fine, aveva fissato un ultimatum al 19 giugno per l’avvio dei lavori, minacciando di revocare la licenza di Orano in caso di mancato rispetto del termine.
Nonostante Orano avesse dichiarato di aver avviato “lavori preparatori” a Imurain una settimana prima della scadenza, la revoca della licenza è arrivata comunque. La società francese ha espresso rammarico per la decisione, definendola “ingiusta” e “infondata“, e ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi opportune, “anche a livello internazionale“.
L’episodio solleva questioni sulla futura cooperazione tra Niger e Francia nel settore strategico dell’uranio. Il Niger, già fornitore di circa un quarto dell’uranio naturale utilizzato dalle centrali nucleari europee, potrebbe essere tentato a diversificare i suoi partner, aprendo le porte a nuovi attori come Cina o Russia.
La mossa del Niger rappresenta un duro colpo per l’industria nucleare francese, che si basa fortemente sull’uranio importato per alimentare le sue centrali elettriche. L’interruzione delle forniture dal Niger potrebbe costringere la Francia a ricorrere a fonti alternative, con un impatto potenziale sui costi di produzione dell’energia nucleare.
Oltre alle implicazioni economiche, la vicenda riaccende le tensioni tra Francia e Niger, già segnate da un passato coloniale e da recenti frizioni diplomatiche. La revoca della licenza di Orano rischia di deteriorare ulteriormente i rapporti tra i due paesi, con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per l’intera regione del Sahel.
