“Si calcola che le famiglie italiane spenderanno circa 250 milioni di euro per comprare libri e altri supporti per eseguire i compiti assegnati dagli insegnanti per le vacanze ai loro figli. Un costo elevato“, che equivale a circa 40 euro a studente, se si considera che “intorno a 6 milioni di alunni” dovranno misurarsi con impegni di studio estivo. “Queste risorse potrebbero essere usate meglio, per esempio investendo in corsi di nuoto, dal momento che molti bambini e ragazzi non lo hanno mai imparato e potrebbero correre dei rischi in acqua“: è quanto ha affermato il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario dell’Università Ludes-United Campus of Malta, che ha analizzato l’impatto – anche economico – dei compiti per le vacanze sugli studenti e sui genitori.
Per l’esperto non va sottovalutato l’elemento economico. “Si può ovviare usando il web, cercando soluzioni meno costose online. Ma la spesa resta significativa“. “Sarebbe più utile risparmiare questi fondi per eventuali altre necessità dei ragazzi, ma il mio consiglio sarebbe quello di investire su lezioni di nuoto, proprio perché è uno dei punti fortemente carenti per l’infanzia, anche in un Paese ampiamente bagnato dal mare“. “Saper nuotare” non è solo semplice abilità sportiva, è “invece una forma di sicurezza” e “beneficio per l’attività fisica. È inoltre più utile destinare risorse per portare per più giorni i figli al mare, in piscina, ad ascoltare musica, a mangiare una pizza. Tutte attività che aiutano la socializzazione e sono più positive per l’organismo e per la psiche del bambino“.
