Quanto alcol viene bevuto in Europa? La mappa del consumo di alcol lo svela

Guardando indietro nel tempo, il quadro generale dei modelli di consumo di alcol in Europa è rimasto sorprendentemente stabile dal 2000 al 2019

Il consumo di alcol in Europa è un fenomeno profondamente radicato nelle tradizioni culturali e sociali dei diversi paesi del continente. Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Addiction ha delineato chiaramente sei distinti modelli di consumo di alcol che caratterizzano le nazioni europee, offrendo un quadro dettagliato dei preferiti e delle abitudini di consumo dal 2000 al 2019.

Quanto alcol si beve in Europa?

Il primo modello identificato dallo studio comprende i paesi del sud Europa, tra cui Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Svezia, noti per il loro amore per il vino. In queste nazioni, il consumo di vino rappresenta la maggior parte dell’assunzione di alcolici, con un minor consumo di birra e alcolici in generale. Questo modello riflette non solo una preferenza per il vino, ma anche un approccio moderato al consumo di alcol.

Il secondo gruppo, principalmente composto da paesi del nord Europa come Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Spagna, si caratterizza per un elevato consumo di birra e un relativamente basso consumo di alcolici. Questi paesi mostrano anche un alto livello di consumo all’estero, indicando una cultura in cui la birra gioca un ruolo centrale nelle abitudini di consumo di alcol.

Il terzo modello include paesi come Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, dove vi è un elevato consumo sia di birra che di altre bevande alcoliche. Questi paesi sono noti per la loro alta prevalenza di grandi bevute episodiche, indicando un modello di consumo più rischioso.

Il consumo di superalcolici

Il quarto gruppo è costituito da Estonia, Lettonia e Lituania, dove si osserva un alto consumo di superalcolici oltre alla birra, determinando il più alto consumo totale di alcol tra i gruppi esaminati. Tuttavia, questi paesi presentano anche un basso consumo di vino e una prevalenza inferiore di binge drinking rispetto ad altri gruppi.

Il quinto modello include Ucraina, Bulgaria e Cipro, paesi con un alto consumo di alcolici ma anche una significativa astinenza nel corso della vita. Questi paesi mostrano una bassa prevalenza di bevitori, ma un consumo regolare e consistente di alcolici.

Infine, il sesto gruppo comprende Finlandia, Islanda, Irlanda, Lussemburgo e Malta, dove vi è la più alta prevalenza di bevitori e binge drinking. Questi paesi evidenziano un modello di consumo più intenso e frequentemente associato a maggiori rischi per la salute.

Guardando indietro nel tempo, il quadro generale dei modelli di consumo di alcol in Europa è rimasto sorprendentemente stabile dal 2000 al 2019, con la maggior parte dei paesi che hanno mantenuto la loro posizione all’interno dei vari cluster identificati.

Jürgen Rehm, coautore dello studio, sottolinea l’importanza di adottare politiche mirate per affrontare i modelli di consumo più rischiosi, al fine di ridurre il carico di malattie associate all’alcol in Europa. “Le politiche sull’alcol per questo cambiamento sono disponibili e dovrebbero essere prese in considerazione da tutti i Paesi europei“, ha dichiarato Rehm, evidenziando la necessità di interventi mirati per promuovere un consumo responsabile di alcol e ridurre i danni alla salute.