Il veleno usato come regolatore del randagismo ha portato alla morte nei primi sei mesi del 2024 di migliaia di cani randagi e centinaia di cani di proprietà. Lo afferma l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) in una nota. Ogni giorno, si legge sui giornali locali di cani che muoiono a causa delle polpette avvelenate con il lumachicida, con la stricnina ed altri veleni mortali per non parlare di quelli uccisi con polpette di carne o pesce infarcite di chiodi e lamette. È una strage, un fenomeno forse con numeri superiori a quella degli abbandoni di cui si parla poco, se non nei casi in cui i cani ammazzati dal veleno sono di proprietà o di razza particolare.
L’AIDAA da sempre segue questo fenomeno criminale. “Vogliamo denunciare proprio oggi nella Giornata mondiale del cane questo triste e criminale fenomeno dell’uccisione per avvelenamento dei cani randagi. Il fenomeno è diffusissimo nelle regioni del Sud e nelle isole dove rimane purtroppo alto il numero dei randagi e dove spesso senza far rumore si sterminano con il veleno interi branchi di cani, cuccioli compresi. Non è possibile tenere un conteggio reale dei cani uccisi ma – scrivono gli animalisti dell’AIDAA – riteniamo di non essere lontani dalla verità se parliamo di migliaia di cani uccisi, tenendo presente che dalle stime disponibili i cani randagi in Italia sarebbero circa 900.000. La maglia nera spetta alle regioni dove è alto il randagismo al Sud ed in particolare in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania e Abruzzo“.
