Il 6 agosto 1945, alle 08:15 del mattino, l’aereo B-29 Superfortress Enola Gay dell’aviazione statunitense sganciò una bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima. La bomba, denominata “Little Boy“, esplose con una potenza pari a circa 15.000 tonnellate di TNT, causando una devastazione senza precedenti.
L’esplosione distrusse quasi immediatamente l’80%-90% degli edifici della città, uccidendo sul colpo circa 70mila persone. Altre decine di migliaia morirono nei giorni, mesi e anni successivi a causa delle radiazioni e delle ferite riportate. Hiroshima, un vivace centro industriale e militare, fu ridotta a un cumulo di macerie e cenere in pochi istanti.
Questo attacco segnò un punto di svolta nella II Guerra Mondiale e nell’uso delle armi di distruzione di massa. Il bombardamento atomico di Hiroshima, seguito pochi giorni dopo da quello su Nagasaki, accelerò la resa del Giappone, ponendo fine al conflitto il 15 agosto 1945 (in questa data l’annuncio dell’imperatore Hirohito).
L’uso delle bombe atomiche sollevò profonde questioni etiche e morali, alimentando un dibattito che continua ancora oggi. Hiroshima divenne il simbolo della distruzione nucleare e dell’urgenza di perseguire la pace e il disarmo globale. Ogni anno, il 6 agosto, il mondo ricorda le vittime e riflette sul terribile potere della tecnologia nucleare.
