Lionel Messi, uno dei più celebri calciatori al mondo, si trova al centro di una controversia con gli attivisti ambientali del gruppo Futuro Vegetal, a seguito di un incidente avvenuto nella sua villa a Ibiza. Il campione argentino ha infatti richiesto un risarcimento di 50.000 euro per i danni subiti durante una protesta organizzata dagli ambientalisti, che avrebbero imbrattato la facciata della sua lussuosa residenza.
La richiesta di risarcimento di Messi
Il portavoce di Futuro Vegetal, Bilbo Bassaterra, ha espresso critiche sulla richiesta di risarcimento, affermando che “la cifra richiesta è ovviamente molto alta” e che “è stata fatta una stima iniziale dei costi” in vista del procedimento legale. Secondo Bassaterra, i danni causati dalla vernice utilizzata per la protesta non giustificherebbero una somma così elevata. “Si tratta di vernice a base d’acqua, quindi a priori può essere lavata via con un’idropulitrice, al massimo si dovrà strofinare un po’. Ma anche nel peggiore dei casi, anche se la facciata dovesse essere ridipinta, non costerebbe 50.000 euro”, ha spiegato il portavoce.
La protesta di Futuro Vegetal presso la villa di Messi si è svolta il 6 agosto, con l’obiettivo di denunciare quella che definiscono la “responsabilità dei ricchi nella crisi climatica“. Tuttavia, le azioni degli attivisti non si sono limitate solo alla villa del calciatore. Il 8 agosto, due giorni dopo l’episodio a Ibiza, gli stessi attivisti sono stati arrestati dalla Guardia Civil per aver imbrattato anche la facciata dell’Hotel Leonardo Royal, situato a Santa Eulària. Gli ambientalisti accusano l’hotel di “finanziare il genocidio” a Gaza, una dichiarazione che riflette il loro impegno su vari fronti di giustizia sociale e ambientale.
I tre membri di Futuro Vegetal coinvolti nella protesta sono stati rilasciati dopo 24 ore con l’accusa di danneggiamento criminale in entrambe le manifestazioni. Nonostante la loro libertà, la richiesta di risarcimento di Messi ha sollevato ulteriori polemiche. Il portavoce Bassaterra ha ribadito che la villa del calciatore, come da loro affermato, è stata costruita “senza autorizzazione“, una dichiarazione che ha sollevato interrogativi sul contesto legale e normativo in cui si inserisce la controversia.
