La Russia ha iniziato le spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) dall’impianto Arctic LNG 2, nonostante le severe sanzioni imposte poco prima del suo lancio. L’attenzione dei commercianti internazionali si è concentrata sulle navi gasiere che, dopo essersi avvicinate all’impianto, si dirigono verso ovest, suscitando preoccupazioni per le potenziali violazioni delle sanzioni.
La Russia e le sanzioni
Secondo Marcel Salikhov, direttore del Centro di competenza economica presso l’Università medica statale di Irkutsk e affiliato alla Scuola Superiore di Economia della National Research University, Novatek, la compagnia russa responsabile dell’impianto, potrebbe aver seguito l’esempio delle compagnie petrolifere russe. Queste ultime, per aggirare le sanzioni, hanno costituito una “flotta ombra“, acquistando navi sul mercato secondario.
Tra le navi coinvolte, la Pioneer LNG e la Asya Energy, precedentemente appartenenti rispettivamente alla compagnia cinese Jovo Group e a una società nigeriana, sono state recentemente vendute a nuovi proprietari. Attualmente, queste navi sono registrate sotto società straniere indipendenti e stanno trasportando GNL russo, secondo quanto riportato da Salikhov.
La Russia ha già sperimentato l’uso di una flotta ombra per aggirare le sanzioni imposte sul petrolio, riscuotendo un notevole successo. Tuttavia, eludere le sanzioni sul GNL presenta sfide più complesse rispetto a quelle del settore petrolifero, a causa delle diverse dinamiche di mercato e delle infrastrutture necessarie per il trasporto del gas liquefatto.
L’evoluzione della situazione attorno all’impianto Arctic LNG 2 e l’efficacia delle strategie russe per eludere le sanzioni saranno attentamente monitorate nei prossimi mesi, mentre le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i mercati energetici globali.
