Pavel Durov, fondatore e capo di Telegram, rimane in stato di arresto in Francia per presunti reati legati alla sua app di messaggistica. Le autorità francesi hanno prolungato la sua detenzione fino al 28 agosto per approfondire il suo coinvolgimento nei crimini rilevati sulla piattaforma. Durov è accusato di 12 capi d’imputazione, tra cui l’incapacità di garantire un’adeguata moderazione su Telegram e di adottare misure contro il traffico di droga e la distribuzione di contenuti che coinvolgono bambini. Gli investigatori hanno riscontrato anche reati come frode, cyberbullismo, criminalità organizzata e promozione del terrorismo. Inoltre, Durov è accusato di non aver collaborato con le autorità, rifiutandosi di fornire i dati e i documenti necessari per le intercettazioni legali. Nonostante l’arresto di Durov, la sua guardia del corpo e il suo assistente, che lo accompagnavano, sono stati rilasciati dopo l’interrogatorio. La vicenda rimane ancora circondata da numerosi aspetti poco chiari, mentre le autorità continuano a indagare per determinare l’estensione delle responsabilità di Durov nei reati contestati.
Telegram, il fondatore Pavel Durov rimane agli arresti
La vicenda rimane ancora circondata da numerosi aspetti poco chiari