Alluvione Romagna, Priolo: “situazione in miglioramento, dimezzati gli sfollati”

Gli aggiornamenti sull'alluvione in Emilia Romagna: al momento, la situazione più complicata è quella del fiume Lamone
foto ANSA
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Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
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Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
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Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
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Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
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Le zone alluvionate di Motta, Traversara e Faenza riprese dall'alto da un elicottero della Polizia
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Irene Priolo, Presidente facente funzione dell’Emilia Romagna, aggiorna sulla situazione dopo la devastante alluvione dei giorni scorsi. L’acqua dei fiumi che sono esondati nei giorni scorsi si è praticamente fermata e adesso si sta lavorando per bloccare le ultime fuoriuscite, liberare le campagne, pulire le strade e le case e ricostruire gli argini. Rispetto ai 2.500 sfollati registrati ieri, il loro numero, assicura la Regione, è già stato dimezzato soprattutto perché “molte evacuazioni erano state disposte a livello preventivo”. Si è passati da circa 2.500 sfollati ai 1.266 attuali, quasi tutti in assistenza autonoma; quelli assistiti in palestre e in palazzetti sono 140.

“Da ieri sono partite le operazioni di supporto alla popolazione – spiega Priolo – solo ieri sono stati effettuati 24 voli con l’elicottero: 114 le persone salvate, insieme a 4 cani e 5 gatti. Perché le persone non vogliono lasciare le case senza animali di affezione”. Numeri, conferma il Presidente, sensibilmente più bassi rispetto all’anno scorso, quando “erano state 800 le persone salvate”.

Per domani, è stata emessa un’allerta meteo arancione per piene e frane ma, evidenzia Priolo, “è piuttosto tranquilla, la zona arancio è quella del Bolognese, dove stiamo intervenendo. Per la prossima settimana secondo le previsioni ci saranno nuove precipitazioni ma non sono preoccupanti, soprattutto per l’apporto ai corsi d’acqua. L’allerta non dovrebbe dare alcun problema”.

Al momento, la situazione più complicata è quella del fiume Lamone. “E’ stata chiusa la rotta del Senio e stiamo intervenendo su Lamone, dove al momento c’è la situazione più complicata – riferisce – chiusa anche la rotta del Quaderno. Ovviamente la chiusura della rotta non corrisponde al ripristino completo dell’arginatura“.

Sul tema del sostegno ricevuto, “sono state rese operative sin da subito le colonne regionali: sono 172 i volontari operativi da Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Toscana. Molte altre mi hanno contattato – spiega Priolo – ma il meccanismo attiva solo quelle più vicine. Oltre alle colonne mobili regionali, i volontari nazionali della Protezione civile sono 175 al giorno, 470 in totale, più i nostri volontari che sono 400. In totale più o meno sono 1000 i volontari, operativi in tutte le realtà e stanno intervenendo per le operazioni più immediate possibili”.

Al lavoro per liberare dall’acqua e ricostruire gli argini

A Budrio, elenca Priolo, si sono concluse le prime operazioni sull’Idice per la chiusura della fuoriuscita di acqua. Ed è partita l’impermeabilizzazione per poi ricostruire gli argini in quota. Si è già cominciato a lavorare con i Consorzi per liberare la campagna, mentre i volontari sono a Budrio per la pulizia di strade e abitazioni con i gestori dei servizi. I Consorzi di bonifica sono invece attivi nelle campagne allagate. Stanotte è stata fermata anche l’esondazione del torrente Quaderna, e si comincia a ricostruire l’argine per una lunghezza di circa 10-15 metri.

Nel Ravennate, la fuoriuscita di acqua a Cotignola e Lugo è terminata. Il cantiere è in attività, nella riva destra idraulica per la pulizia di un pozzo. Nelle prossime ore inizieranno i lavori di pulizia e sgombero di volontari e aziende di servizi. A Traversara di Bagnacavallo, uno dei luoghi più colpiti, il cantiere nei pressi della fuoriuscita dell’acqua è attivo e qui l’area sarà interdetta alle persone per ragioni di sicurezza. Buone notizie anche per l’ospedale di Lugo, dove domani si faranno rientrare i pazienti evacuati nei giorni scorsi.

Nel Forlivese, dopo due giorni sono concluse pulizie e sgomberi, anche perché la fuoriuscita di acqua del Montone era già stata arginata giovedì 19 settembre.

Il supporto dei Consorzi e il ruolo del Canale Emiliano-Romagnolo

Dal punto di vista tecnico, prosegue Priolo, l’Unità coordinamento Consorzi conta 27 pompe mobili, di cui 17 già installate e operanti e le restanti in disponibilità. Fin da martedì sono stati fermati gli impianti di sollevamento e da mercoledì il Canale Emiliano-Romagnolo è stato sezionato, con la chiusura di circa 100 paratoie, e messo in sicurezza per evitare che in caso di ingresso di acqua da parte dei fiumi, questo non portasse acqua in altre zone a valle non alluvionate ma comunque in situazioni di grave criticità. In zona Cotignola più di un milione di metri cubi di acque provenienti dal Senio sono stati in parte invasati nel Cer e in parte scaricati nel Savio. Nel frattempo non è stato interrotto il funzionamento per uso potabile. Attualmente il Cer è in sicurezza non ricevendo più acqua di alluvione e si sta procedendo con lo scarico in Savio per il suo svuotamento.

Frane

Passando alla questione frane, fin da mercoledì 18 settembre, la situazione dei versanti collinari “è sotto strettissima osservazione”, aggiunge Priolo e sono state allestite 10 squadre grazie alla collaborazione con il Settore Difesa del territorio, gli Uffici Territoriali dell’Agenzia di Protezione Civile, l’Università di Bologna e quella di Modena e Reggio Emilia. Si riscontra una “diffusa criticità” causata alla pioggia che ha provocato smottamenti soprattutto per le colate di terra scesa dall’Appennino, a volte a monte di strade provinciali e comunali, la maggior parte dei quali sono stati di dimensione sufficientemente limitata da poter essere risolti con personale e mezzi locali. Poche le unità di edifici interessati, gli evacuati coinvolti da questi fenomeni sono 22 tra Loiano, Castel del Rio e Brisighella. A Modigliana sono già rincasate le 10 persone coinvolte.

Oggi pomeriggio, Priolo è impegnata in una serie di sopralluoghi nelle località di Castrocaro, Brisighella, Modigliana e Casola Valsenio sull’Appennino romagnolo.

Alluvione Emilia Romagna, dopo tre giorni continuano gli interventi di soccorso

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