Alluvione Romagna, a Traversara la situazione più critica: 20 case da ricostruire, arriva la zona rossa

Alluvione Romagna, sopralluogo di Priolo a Castel Bolognese lungo l’argine del fiume Senio: “gli interventi fatti sono serviti”

Nel Ravennate, dopo l’alluvione che la scorsa settimana ha travolto la Romagna, la situazione più critica resta a Traversara di Bagnacavallo. Qui sono una ventina le case con danni seri, demolite dall’impeto dell’acqua o da demolire. E con il supporto di Polizia, Vigili del Fuoco, Dipartimento nazionale di Protezione Civile, dovrà essere definita esattamente una zona rossa, per l’emissione delle relative ordinanze. A Bagnacavallo finalmente non ci sono più case allagate ma si adesso si stanno togliendo fango e detriti. Nel frattempo, ci sono i cantieri sugli argini, si liberano i canali di scolo dalla melma, si spurgano le fognature, si tolgono i rifiuti e vanno avanti le verifiche sulle reti luce e gas a Boncellino, Traversara e Villanova.

Il Presidente facente funzioni e Commissario per l’emergenza, Irene Priolo, stamattina ha fatto un nuovo sopralluogo a Castel Bolognese, per verificare la tenuta dei lavori fatti in questi mesi lungo l’argine del fiume Senio e valutare i nuovi interventi da realizzare. Con lei anche il sindaco, Luca Della Godenza. L’intervento fatto dopo l’alluvione di maggio 2023 ha permesso di tenere in sicurezza l’abitato. Erano complessivamente quattro, per un totale di 3,3 milioni, i lavori conclusi sul Senio a Castel Bolognese.

L’evento dei giorni scorsi è stato molto importante – conferma Priolo – il picco di piena ha superato di un metro quello di novembre dello scorso anno, ma gli interventi fatti hanno resistito all’urto dell’acqua a monte del Canale dei Mulini. Ora è necessario procedere celermente con nuovi lavori in somma urgenza. Nello specifico, qui, sul Senio, l’obiettivo è terminare gli interventi in un mese“. In queste aree del Ravennate a oggi sono 18 le persone assistite dal sistema di Protezione Civile (al Convento di Fognano e al Pala Sabin di Lugo).

Passando al dettaglio dei lavori, la “diga Steccaia” è una briglia che alza la soglia del Senio per permettere il passaggio delle acque verso il Canale dei Molini da parte del Consorzio della Bonifica. A livello della diga esiste un argine non classificato, privato, che nel maggio del 2023 aveva ceduto. Quell’argine, ricostruito dopo l’alluvione dell’anno scorso, ha retto alla piena dei giorni scorsi, nonostante il fiume sia tracimato per la quantità di pioggia caduta. Reggendo – spiega ancora Priolo – ha evitato l’allagamento del centro di Castel Bolognese. Ora è in corso l’intervento di ripristino delle lesioni causate dalla tracimazione e dalla piena. Intanto proseguono i cantieri di sistemazione degli argini.

Interventi di soccorritori e volontari

È conclusa la presenza delle colonne mobili regionali a Lugo, Brisighella e Cotignola, dove hanno lavorato rispettivamente quelle di Toscana, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Sono invece ancora in corso interventi a Faenza e a Traversara di Bagnacavallo, dove sono all’opera la colonna Lombardia e i volontari emiliano-romagnoli. Anche la Provincia autonoma di Trento è rientrata. Altra area in cui si prosegue l’operatività è il Bolognese: il volontariato emiliano-romagnolo sarà a disposizione fino a domenica, in appoggio alle amministrazioni comunali negli interventi di pulizia man mano che l’acqua si ritira.

Nei vari territori, ieri hanno lavorato, tra colonne mobili regionali, organizzazioni del volontariato nazionale e volontari emiliano-romagnoli, circa 465 unità. Dall’inizio dell’emergenza gli interventi dei Vigili del Fuoco dell’Emilia-Romagna, col supporto di squadre esterne, sono stati 3.600. Si sta lavorando ancora su rimozione di detriti, aspirazione e svuotamento delle case e recupero di beni.

È infine considerata positiva la gestione notturna di recupero dei rifiuti da parte dei gestori, che ha permesso il lavoro diurno dei volontari con le strade sgomberate.

A Rimini la prima stima dei danni è già a quota 300.000 euro

La prima stima dei danni a Rimini, dopo il maltempo della scorsa settimana, è già a quota 300.000 euro. Ma si tratta appunto, puntualizza il Comune, di una stima provvisoria che verrà completata solo dopo la ricognizione su tutti gli 840 chilometri di strade del territorio comunale e che sarà portata a termine nelle prossime settimane dai tecnici di Anthea. Solo dopo, quindi, si potrà avere il quadro sulle manutenzioni delle strade, le priorità di intervento e una quantificazione di spesa.

I 300.000 euro sono una conta dei costi per gli interventi urgenti per riparare i danni causati dalle forti precipitazioni sulle strade, il verde, le scuole e le palestre. Ad ora, 200.000 euro sono la cifra stimata sia per l’attività urgente fatta durante l’emergenza per ripristino delle strade, l’illuminazione pubblica, il verde pubblico, la rimozione di terra e fango dalle strade e altri tipi di danni legati alla sicurezza della viabilità. Così come per gli interventi da realizzare per potenziare gli impianti di alcuni sottopassi e per quelli da realizzare per risolvere le criticità in alcuni fossi stradali. Vi si si aggiungono circa 100.000 euro per gli interventi di messa in sicurezza e ripristini localizzati, in parte già eseguiti da Anthea, su scuole e palestre.

“I danni di questi giorni di maltempo sono stati molto più contenuti rispetto a quelli del maggio di un anno fa, anche se va precisato che si tratta solo di una prima stima parziale che dovrà essere completata a seguito della ricognizione puntuale che potrà essere portata a termine solo quando saranno concluse tutte le verifiche sul territorio che abbiamo disposto e che i tecnici stanno portando avanti assieme ad Anthea”, chiarisce l’assessore ai Lavori pubblici Mattia Morolli.

Sul fronte della sicurezza idraulica, l’assessore segnala che in ottobre partiranno anche i due grandi interventi che completeranno il Psbo, cioè i lavori di realizzazione delle vasche di laminazione Rimini sud (Rodella e Colonnella 2), ed entro l’anno partiranno i lavori della Dorsale Ausa, uno degli interventi inseriti nell’ultimo aggiornamento del Piano di salvaguardia della balneazione (Psbo 2.0), con l’obiettivo di incrementare la sicurezza idraulica alla luce in particolare del ripetersi di fenomeni meteorologici particolarmente intensi. Si tratta di “due opere chiave per rendere più efficiente la gestione delle acque e la sicurezza idraulica del territorio e che miglioreranno anche l’efficienza della rete di illuminazione territoriale”, chiosa Morolli.

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