Nel mese di agosto, i ricavi della Russia provenienti dalle vendite di petrolio e gas hanno registrato un incremento significativo del 20%, raggiungendo i 8,7 miliardi di dollari. Questo dato, riportato da Bloomberg, segnala un notevole miglioramento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Petrolio e gas russo
L’aumento dei ricavi è attribuibile a due fattori principali: l’aumento dei prezzi del petrolio russo Urals, che ha raggiunto i 74 dollari al barile, e la crescita delle esportazioni di gas. Nonostante le sanzioni imposte dall’Europa, la Russia è riuscita a trovare nuovi acquirenti per il suo petrolio e ha implementato una vasta flotta di petroliere ombra per eludere le restrizioni internazionali.
Le esportazioni di gas alla Cina hanno raggiunto un record storico a luglio grazie al gasdotto Power of Siberia, superando di gran lunga gli obblighi contrattuali. Bloomberg riporta che le forniture di gas alla Cina sono aumentate di quasi il 33% rispetto all’anno scorso, arrivando a 2,8 miliardi di metri cubi.
In parallelo, le forniture di gas all’Europa attraverso i gasdotti che transitano per l’Ucraina e la Turchia sono cresciute di quasi il 6%, arrivando a 2,67 miliardi di metri cubi. Questo sviluppo sottolinea la capacità della Russia di adattarsi alle sfide poste dalle sanzioni e di mantenere una solida posizione nel mercato energetico globale.
