Un nuovo studio, guidato dall’Accademia cinese delle scienze e pubblicato su Weather and Climate Extremes, ha rivelato che una combinazione di fattori climatici, aggravata dal riscaldamento globale, ha causato un’ondata di calore record sull’altopiano Tibetano. Questa regione, spesso definita il “tetto del mondo” per la sua elevata altitudine e il suo impatto sui modelli climatici globali, ha visto un riscaldamento accelerato rispetto alla media globale, creando condizioni favorevoli per ondate di calore pericolose per la sostenibilità delle risorse idriche e la salute degli ecosistemi locali.
Caldo record sull’altopiano tibetano
L’estate del 2022 ha visto molte parti dell’emisfero settentrionale attraversare ondate di calore senza precedenti, ma quella che ha colpito l’altopiano tibetano è passata in gran parte inosservata a causa della scarsa densità di popolazione nella regione. A differenza delle temperature estreme nelle pianure, che spesso superano i 35°C, le temperature ad altitudini superiori ai 5.000 metri hanno raggiunto al massimo tra i 16°C e i 22°C. Sebbene queste temperature siano relativamente normali per le pianure, pongono gravi sfide all’ecosistema alpino dell’altopiano di Qiangtang, dove la temperatura media annuale è inferiore a 0°C.
La ricerca ha utilizzato il metodo dell’analogo del flusso per analizzare i contributi della circolazione atmosferica e dell’umidità del suolo all’ondata di calore. Confrontando le condizioni attuali con analoghi storici, lo studio ha dimostrato che entrambi i fattori hanno avuto un ruolo significativo. In particolare, la circolazione atmosferica ha contribuito al 44,40% delle anomalie di temperatura, mentre le anomalie di umidità del suolo hanno spiegato il 55,57%. L’accoppiamento tra umidità del suolo e temperatura ha amplificato notevolmente l’intensità dell’ondata di calore, soprattutto nelle zone ad alta quota dell’altopiano.
“Il nostro studio sottolinea l’importanza dell’umidità del suolo nell’influenzare le temperature estreme, in particolare in una regione così sensibile e unica come l’altopiano tibetano“, ha dichiarato GUI Kexin, dottorando presso l’Istituto di fisica atmosferica dell’Accademia cinese delle scienze e primo autore dello studio. La ricerca esplora anche le future implicazioni del feedback terra-atmosfera sul caldo estremo, suggerendo che, con il proseguimento del riscaldamento globale, è previsto un aumento della frequenza e dell’intensità di tali eventi.
