Dalla sera di venerdì 28 settembre, piogge intense e persistenti hanno colpito duramente il Nepal e si prevede che continueranno per tutto il weekend. Le inondazioni che ne sono scaturite hanno provocato la morte di almeno 50 persone, mentre altre decine sono disperse, ha riferito la Polizia. Le autorità hanno confermato 11 decessi a Kathmandu, 16 a Lalitpur, cinque a Bhaktapur, sei a Kavre, due a Sindhupalchok, cinque a Panchthar, due a Dhankuta e uno ciascuno a Sindhuli, Jhapa e Dhading. Centinaia di persone sono state tratte in salvo da unità di ricerca e soccorso dopo essere rimaste intrappolate dalle acque alluvionali.
La Polizia ha riferito che 226 case sono state sommerse a Kathmandu e una squadra di soccorso di circa 3.000 addetti alla sicurezza è stata dispiegata dalla Polizia nepalese nelle aree colpite. Danneggiate anche le autostrade, con strade bloccate in 39 distretti. In totale, 44 distretti in tutto il Paese sono stati colpiti da alluvioni, frane e fenomeni di erosione.
Il governo aveva emesso allerte per inondazioni in tutta la nazione himalayana, avvisando dell’arrivo di forti piogge. Agli autobus è stato vietato di viaggiare di notte sulle autostrade e alle auto è stato sconsigliato di circolare. Le forze di sicurezza sono state poste in stato di massima allerta.
La stagione dei monsoni che porta forti piogge è iniziata a giugno e generalmente termina a metà settembre.
