Negli ultimi anni, l’infrastruttura digitale globale è diventata un campo di battaglia strategico, con implicazioni che vanno oltre la semplice trasmissione di dati. I cavi sottomarini, invisibili ai più ma fondamentali per il funzionamento dell’economia globale, sono al centro di una nuova iniziativa che coinvolge gli Stati Uniti, l’Unione Europea e le principali potenze occidentali. L’obiettivo? Tenere la Cina e la Russia lontane da questi tubi vitali di dati. Il piano, che ricorda il tentativo occidentale di escludere la Cina dall’infrastruttura 5G, si concretizza nella “Dichiarazione congiunta di New York“, che sarà firmata nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a fine settembre 2024.
Il cuore dell’economia digitale
I cavi sottomarini sono fondamentali per l’interconnessione globale. Questi cavi trasportano oltre il 95% delle comunicazioni internazionali, inclusi i dati finanziari, i servizi cloud e le comunicazioni militari. Senza di essi, internet come lo conosciamo semplicemente non esisterebbe. Sono un’infrastruttura critica, eppure spesso trascurata, che permette alla nostra economia digitale di funzionare senza intoppi.
Tuttavia, la loro stessa importanza li rende un obiettivo. Minacce come l’intercettazione di dati, il sabotaggio fisico o le interruzioni della catena di approvvigionamento rendono questi cavi vulnerabili. Se un cavo venisse tagliato o danneggiato, le conseguenze potrebbero essere disastrose per le economie globali, causando interruzioni di servizi e potenzialmente paralizzando interi settori.
Le minacce di Russia e Cina
Fin dal 2014, la Russia è stata accusata di interferenze e sabotaggi nei confronti delle reti di cavi sottomarini. Recenti dichiarazioni da parte di funzionari statunitensi hanno sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo a nuove attività russe, che sembrano sempre più minacciose. Ma non è solo la Russia a destare preoccupazione. La Cina, con il suo rapido sviluppo tecnologico e l’espansione aggressiva dei suoi fornitori di infrastrutture, rappresenta una sfida altrettanto seria.
La Cina ha già dimostrato la sua capacità di dominare il mercato tecnologico globale, sia con la sua influenza nell’infrastruttura 5G, sia attraverso l’espansione dei suoi fornitori nel settore dei cavi sottomarini. Un esempio emblematico è HMN Tech, un’azienda cinese precedentemente nota come Huawei Marine Networks, che, sotto la nuova proprietà del gruppo Hengtong, sta guadagnando una quota crescente del mercato globale. La preoccupazione è che, con la Cina al controllo di una parte così significativa della catena di approvvigionamento, potrebbe esercitare una pressione politica o economica per ottenere vantaggi strategici.
La dichiarazione di New York
Per contrastare queste minacce, l’Occidente ha deciso di prendere una posizione. La “Dichiarazione congiunta di New York” rappresenta un tentativo concertato di garantire che le reti di cavi sottomarini siano sicure e affidabili. Il piano prevede l’esclusione dei fornitori cinesi dai progetti di infrastruttura sottomarina e l’adozione di misure rigorose di sicurezza della catena di approvvigionamento e protezione dei dati.
Il testo della dichiarazione, ottenuto da POLITICO, sottolinea l’importanza di affidarsi a “componenti e servizi di cavi affidabili e sicuri“, promuovendo la trasparenza nelle strutture di proprietà e nella governance aziendale dei fornitori di servizi. Questo riflette una preoccupazione diffusa in Occidente riguardo alla scarsa trasparenza delle aziende cinesi, spesso accusate di legami poco chiari con il governo di Pechino.
I firmatari della dichiarazione, tra cui i membri dell’Unione Europea e altri Paesi alleati, chiederanno agli operatori di rete di adottare misure di sicurezza più rigorose, garantendo che eventuali incidenti siano condivisi e gestiti in modo coordinato. Questo impegno mira non solo a prevenire il sabotaggio o l’intercettazione, ma anche a ridurre il rischio di interruzioni della catena di approvvigionamento, un problema che ha già causato notevoli difficoltà nel settore tecnologico durante la pandemia di COVID-19.
Il contesto politico
L’iniziativa per proteggere i cavi sottomarini non può essere vista isolatamente. Fa parte di una più ampia strategia occidentale per limitare l’influenza cinese nelle infrastrutture critiche. Negli ultimi anni, Stati Uniti e UE hanno lavorato fianco a fianco per escludere Huawei dalla costruzione delle reti 5G in vari paesi occidentali. Ora, questa nuova dichiarazione rappresenta un ulteriore passo nella stessa direzione, con l’Occidente che cerca di ridurre la dipendenza dalle tecnologie cinesi in settori strategici.
Tuttavia, il processo non è privo di ostacoli. All’interno dell’UE, per esempio, ogni decisione di questo tipo richiede il consenso dei 27 stati membri. Anche se la Commissione Europea sta lavorando per ottenere l’approvazione dei governi nazionali, il percorso non è semplice. Ogni paese ha interessi diversi e alcuni potrebbero essere riluttanti a firmare un impegno che potrebbe compromettere le relazioni commerciali con la Cina.
Implicazioni future
L’infrastruttura sottomarina è un punto debole che deve essere affrontato con urgenza. Come ha dichiarato Christian von Stamm Jonasson, consulente presso Hanbury Strategy, “l’industria è molto desiderosa di affrontare questa vulnerabilità“. Tuttavia, la sfida sarà trovare un equilibrio tra la sicurezza e la creazione di nuove barriere commerciali, che potrebbero danneggiare ulteriormente le relazioni economiche globali.
Nel frattempo, la Cina non resterà a guardare. Con aziende come HMN Tech che continuano a crescere e a competere con i giganti occidentali del settore come SubCom (Stati Uniti) e Alcatel Submarine Networks (di proprietà della Nokia), la competizione per il controllo dei cavi sottomarini è destinata a intensificarsi. Anche se la “Dichiarazione di New York” rappresenta un passo importante, sarà cruciale vedere come questa si tradurrà in azioni concrete nei prossimi mesi e anni.
