Maltempo in Emilia Romagna: il geologo Miccoli avverte sulla mancanza di manutenzione e pianificazione

"Si sono venute a creare delle situazioni particolarmente difficili e la mancanza di manutenzione impedisce di vedere dove sono i problemi e uno di questi è l'esorbitante crescita della presenza di questi animali"

La situazione di emergenza in Emilia Romagna a causa dell’alluvione ha portato alla luce criticità legate alla gestione del territorio. Claudio Miccoli, geologo ed ex dirigente del settore difesa del suolo della regione, ha dichiarato: “La regione Emilia Romagna è una regione generalmente molto attenta al territorio, però sulla vicenda della difesa del suolo ha un po’ abbandonato il progresso dal punto di vista della pianificazione ed esecuzione delle opere pianificate e poi ha preso la deriva politica dell’ambientalismo sfrenato per cui tutti i corsi d’acqua sono diventati vincolati a bosco, e questo ha limitato fortemente la capacità di chi dirige un servizio tecnico di poter intervenire con le manutenzioni perché diverse aree sono state vincolate con il sistema Rete Natura 2000 come aree Sic (Siti di Importanza Comunitaria) e Zps (Zone di Protezione Speciale)“.

Miccoli prosegue spiegando che “non si tratta solo della quantità di pioggia, in un anno la quantità complessiva non cambia di molto, ma soprattutto della concentrazione, di come viene distribuita l’acqua”. Secondo il geologo, è fondamentale considerare anche gli aspetti biologici: “È comunque necessario tenere conto della biologia, della presenza di animali, in particolare le specie fossorie, nutrie, tassi, istrici che bucherellano tutti i nostri argini pensili che sono dei grand hotel per queste specie dato che si trovano in terreni soffici da scavare e caldi e, ancora, vicino le colture agricole dove banchettano“.

Infine, Miccoli mette in evidenza come la mancanza di manutenzione impedisca di identificare i problemi: “Si sono venute a creare delle situazioni particolarmente difficili e la mancanza di manutenzione impedisce di vedere dove sono i problemi e uno di questi è l’esorbitante crescita della presenza di questi animali”. Sottolinea, infine, che “sono stati fatti interventi di taglio alberi, senza coinvolgere ditte specializzate nel taglio forestale, che sono stati chiusi in modo disordinato e senza portare via il legname tagliato che invece è stato accatastato sulle golene, pronto ad essere portato via da una qualsiasi piena fino a valle“.

La situazione attuale richiede un’attenzione rinnovata e una pianificazione efficace per prevenire futuri disastri.