Il 16 ottobre 2024, Algeri ha ufficializzato la firma di un memorandum d’intesa con un gruppo di aziende europee, mirato a condurre studi di fattibilità e valutare la redditività di un progetto integrato per la produzione di idrogeno verde in Algeria. Le aziende coinvolte, tra cui Sonatrach e Sonelgaz (Algeria), VNG (Germania), Snam (Italia), SeaCorridor (partnership tra Eni e Snam) e Verbund Green Hydrogen (Austria), hanno annunciato la notizia tramite un comunicato stampa congiunto.
La cerimonia di firma si è svolta al Palais des Congrès di Orano, presieduta dal Ministro algerino dell’Energia e delle Miniere, Mohamed Arkab. Presenti all’evento anche il presidente e amministratore delegato di Sonatrach, Rachid Hachichi, il presidente e amministratore delegato di Sonelgaz, Mourad Adjal, il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), il direttore generale della Banca Mondiale, il Chief International Officer di Snam, Sergio Molisani, il presidente e amministratore delegato di SeaCorridor, Francesco Caria, l’amministratore delegato di Verbund Green Hydrogen, Franz Helm, e Hans-Joachim Polk, membro del Consiglio di Amministrazione di VNG.
Il corridoio dell’idrogeno
Il memorandum d’intesa permetterà alle aziende di valutare congiuntamente l’opportunità di sviluppare un progetto integrato multi-stakeholder lungo la catena del valore dell’idrogeno verde, utilizzando il Corridoio SoutH2. Quest’ultimo è un idrogenodotto di 3.300 km che collega il Nord Africa all’Italia, all’Austria e alla Germania, promosso dalla Commissione europea. Il progetto prevede l’utilizzo di infrastrutture riutilizzate per oltre il 70%, con l’eventuale costruzione di nuovi tratti di conduttura se necessario.
In un comunicato stampa, è stato evidenziato che il corridoio “svolgerà un ruolo fondamentale nel ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili e nel promuovere una transizione energetica verso un’economia sostenibile e a basse emissioni di carbonio”. Inoltre, il comunicato concludeva: “La realizzazione di questo ambizioso progetto ha il potenziale per soddisfare il fabbisogno energetico verde dell’Europa e, allo stesso tempo, rafforzerà la posizione dell’Algeria come importante fornitore di energia all’Europa”.
Grazie al suo elevato irraggiamento solare, all’estesa rete elettrica, alla vasta rete di oleodotti, alle grandi riserve idriche e alla lunga esperienza nel settore energetico, l’Algeria si configura come un candidato ideale per la produzione di idrogeno verde. Il governo algerino ha fissato l’obiettivo di raggiungere una capacità di 15 gigawatt di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2035, di cui 3 gigawatt saranno immessi nella rete.
Durante l’Italian Hydrogen Summit, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato che “il governo ha investito oltre 3 miliardi di euro nel settore dell’idrogeno e stiamo lavorando a grandi infrastrutture”. Ha aggiunto che “il quadro normativo europeo prevede una domanda di idrogeno di circa 20 milioni di tonnellate al 2030 e si prevede che 10 milioni di tonnellate saranno importate, quindi l’Italia è al centro del transito dell’idrogeno”. L’evento, organizzato da H2IT (Associazione Italiana Idrogeno) alla Camera dei Deputati, ha avuto come obiettivo la promozione delle tecnologie e dei sistemi per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno.
