Dal cuore della scienza ai robot umanoidi: il Festival di Genova apre le porte all’innovazione tecnologica

Una delle novità più affascinanti è rappresentata dal robot umanoide Ergo Cub

Il Festival della Scienza di Genova, giunto alla sua ventiduesima edizione, ha preso il via oggi e proseguirà fino a domenica 3 novembre, offrendo ben 248 eventi che comprendono 90 conferenze, 108 laboratori, 15 mostre, 7 spettacoli e 28 eventi speciali. L’apertura di questa edizione è stata segnata da una grande partecipazione presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, dove si è tenuto un incontro con figure di spicco della divulgazione scientifica e delle STEM: la creator e divulgatrice scientifica Virginia Benzi, il docente di matematica e YouTuber Elia Bombardelli, e il filosofo Luciano Floridi.

Virginia Benzi, meglio conosciuta sui social come Quantum Girl, ha sottolineato l’importanza delle materie STEM per le nuove generazioni: “Le materie STEM sono importantissime perché ci muoviamo verso un futuro sempre più tecnologico e, di conseguenza, è fondamentale avvicinare le nuove generazioni a queste discipline, facendo capire loro l’importanza e anche che possono essere utilizzate in maniera creativa“. La giovane divulgatrice ha poi aggiunto: “Pensiamo che le materie scientifiche siano aride, ma tutto ciò che sta dietro queste materie deriva dall’essere umano, dal suo cervello e dalla sua emotività. Per questo sono molto interessanti“.

Nel pomeriggio, la cerimonia ufficiale di inaugurazione del Festival si è svolta sempre nella Sala del Minor Consiglio, alla presenza di Massimo Nicolò, presidente del Festival, Carlo Ferdeghini, presidente del Consiglio Scientifico, e Francesca Messina, presidente del comitato di programmazione. Anche Fulvia Mangili, direttrice del Festival, insieme alle istituzioni cittadine e alle realtà coinvolte, ha partecipato all’evento.

Parallelamente, nella Sala del Maggior Consiglio, il matematico Alfio Quarteroni ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Il battito della matematica“. Quarteroni, figura di spicco a livello internazionale e fondatore del Mox del Politecnico di Milano, ha presentato il simulatore iHeart, un modello matematico che riproduce per la prima volta la funzionalità completa del cuore umano. Questo progetto innovativo è stato sviluppato grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, tema centrale anche in molte altre mostre e laboratori del Festival.

Una delle novità più affascinanti è rappresentata dal robot umanoide Ergo Cub. Questo robot, dotato di intelligenza incarnata, è stato progettato per interagire ergonomicamente con gli esseri umani e garantire una locomozione efficiente. Con un’altezza di 150 cm e un peso di 55,7 kg, Ergo Cub è stato pensato per ridurre al minimo i rischi e l’affaticamento dei lavoratori nei settori industriale e sanitario. Rispetto al suo predecessore iCub3, le mani di Ergo Cub sono state ottimizzate per il trasporto di carichi pesanti, mentre il suo volto, dotato di un display OLED flessibile, gli consente di esprimere una maggiore varietà di emozioni. Il robot è inoltre equipaggiato con una fotocamera Realsense D455 per la visione in profondità e un lidar RPLIDAR S2 per la navigazione.

Grazie alla sua avanzata intelligenza artificiale, Ergo Cub è in grado di riconoscere oggetti e azioni, oltre a manipolare oggetti con entrambe le mani in contesti collaborativi. “Il robot è in grado di rilevare quando una persona intende dargli un oggetto, raccoglierlo e restituirlo alla persona“, hanno spiegato i responsabili del progetto.

La prima giornata del Festival si è conclusa con l’Opening Festival, una novità di questa edizione, durante la quale tre luoghi simbolo della manifestazione hanno aperto gratuitamente le loro porte al pubblico, offrendo un assaggio delle attività in programma. Dalle 20:30 alle 22:30, i cittadini hanno potuto visitare Palazzo Ducale, Palazzo della Borsa e Piazza delle Feste, dialogando direttamente con gli organizzatori e scoprendo in anteprima le meraviglie scientifiche del Festival.