Se l’Ucraina o la Russia decidessero di non rinnovare l’accordo per il trasporto di gas attraverso il gasdotto che conduce in Austria, “mancherebbero molti miliardi di metri cubi“. Questa è la preoccupante affermazione dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, durante il suo intervento a “Far crescere insieme l’Italia“, un evento organizzato da Fratelli d’Italia presso l’Hotel Principe di Savoia a Milano.
Descalzi ha continuato a sottolineare che “c’è un discorso di clima che quest’anno potrebbe non essere più mite come gli ultimi due anni“, evidenziando ulteriormente l’importanza di mantenere l’accordo sul trasporto del gas, che potrebbe venire a mancare. Ha anche fatto riferimento alla crescente competizione per il gas liquefatto (Lg) americano, notando che “comincia a esserci un certo arbitraggio con la Cina e con l’India“.
Infine, l’ad di Eni ha puntualizzato: “È vero che arriva quello russo, ma in modo limitato perché di pipeline non ne sono stati fatti altri“. Queste dichiarazioni evidenziano le incertezze del mercato energetico attuale e le potenziali implicazioni per l’Europa in caso di rottura degli accordi tra Russia e Ucraina.
