Energia, la sostenibilità come necessità strategica: Eni si prepara alle sfide cruciali 

Da Comolake il presidente del Cane a sei zampe spiega che la transizione va perseguita in un’ottica di decarbonizzazione e neutralità tecnologica

“La sostenibilità non è solo una scelta etica, ma una necessità strategica”. Così il presidente di Eni Giuseppe Zafarana dal palco della conferenza Comolake. La sua azienda, spiega, mira a far fronte alle “sfide cruciali del nostro tempo”: contrastare il cambiamento climatico e garantire la sicurezza energetica “in maniera efficiente e sostenibile”. Eni vede tre leve fondamentali per il suo modello di business, spiega Zafarana.

La prima è la neutralità carbonica, obiettivo che il Cane a sei zampe persegue investendo su rinnovabili, mobilità elettrica, biocarburanti, cattura e stoccaggio della CO₂ e gas naturale – nel suo ruolo di “fonte energetica ponte”. L’azienda mira a raggiungere la decarbonizzazione netta dei propri processi e prodotti entro il 2050, sposando un’ottica di neutralità tecnologica.

La seconda e terza leva

La seconda leva per Eni, l'”eccellenza operativa”, passa anche da “salute e la sicurezza delle persone, integrità degli asset, la tutela dell’ambiente, il rispetto dei diritti umani, la resilienza e la diversificazione delle attività e la solidità finanziaria”. Sono elementi che consentono a Eni di cogliere le opportunità legate alle possibili evoluzioni del mercato dell’energia, nota il presidente.

La terza e ultima è ciò che Zafarana definisce le “alleanze per lo sviluppo”. Nell’ottica di generare valore a lungo termine, continua, Eni – una delle aziende protagoniste del Piano Mattei per l’Africa – lavora sul trasferimento delle proprie conoscenze e competenze ai partner locali e sullo sviluppo di infrastrutture. Zafarana definisce questo un approccio “dual flag: operiamo sentendoci sia un soggetto italiano che locale, promuovendo iniziative a sostegno delle comunità locali”.