G7 Salute, evento ad Ancona: “obiettivo ridurre del 60% il carico delle malattie non trasmissibili”

Ad Ancona il convegno "Progetto Nazionale One Healthon promuovere prevenzione, ricerca, innovazione e corretta comunicazione"

Intervenire su stili di vita ed inquinamento atmosferico è possibile e può ridurre del 60% il carico di malattia per le patologie non trasmissibili. Promuovere abitudini salutari e migliorare la qualità dell’aria è fondamentale per contrastare le principali cause di morte a livello mondiale ovvero: malattie cardiovascolari, tumori, disturbi respiratori cronici, diabete, problemi di salute mentale e disturbi muscolo-scheletrici. Questi i temi al centro del convegno “Progetto Nazionale One Healthon promuovere prevenzione, ricerca, innovazione e corretta comunicazione”. L’evento si svolge oggi ad Ancona, alla Loggia dei Mercanti e vede la partecipazione di relatori da tutta Italia. Si tiene nel contesto del palinsesto degli extra G7 che accompagnano il meeting internazionale della salute ospitato in questi giorni nel capoluogo marchigiano.

Il progetto One Healthon è nato oltre un anno e mezzo fa e si pone l’obiettivo di migliorare e promuovere la salute e il benessere dei cittadini di tutte le età e dell’intero pianeta. Per farlo vuole sviluppare nuove conoscenze, tecnologie sanitarie e soluzioni innovative per prevenire, diagnosticare, monitorare e curare le malattie. Proprio per questo si è tenuto nei mesi scorsi il “Forum One Health: laboratorio di idee” durante il quale una Faculty di oltre 80 scienziati ha elaborato un nuovo documento. Al suo interno sono contenute una serie di proposte concrete d’intervento da inoltrare alle Istituzioni competenti.

Ad Ancona oggi sono anticipati alcuni di questi contenuti che verranno poi presentati in una sede istituzionale il prossimo 30 ottobre a Roma dai componenti del Comitato Strategico e Tecnico Scientifico di One Healthon: Giuseppe Quintavalle, Direttore generale dell’ASL Roma1, Alessandro Delle Donne, Direttore Generale dell’Istituto Tumori di Bari, Nicla La Verde, Direttrice dell’Oncologia dell’Ospedale Sacco di Milano, Mauro Boldrini, Direttore della Comunicazione della Società Scientifica AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Roberto Danovaro, Professore Ordinario di Ecologia Università Politecnica delle Marche e Presidente Comitato Scientifico WWF e Vincenzo Caputo, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche Prof. Facoltà Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Napoli Federico II.

In questi giorni Ancona è la ‘Capitale della Salute’ e in un così importante contesto internazionale rilanciamo la nostra idea di One Health – afferma Rossana Berardi, Responsabile Scientifico e Coordinatrice del Progetto One Healthon, prof. Ordinario di Oncologia Università Politecnica delle Marche e Direttrice Clinica Oncologica AOU delle Marche -. La salute umana, animale e dell’ecosistema in cui viviamo sono fortemente legate ed interagiscono tra di loro. Per ridurre l’impatto delle malattie non trasmissibili vanno tutelate e protette tutte e tre con appositi provvedimenti. Solo nel nostro Paese le patologie cardiovascolari causano oltre 200mila decessi l’anno mentre i tumori più di 100mila. Si registra, inoltre, un aumento dell’incidenza in quasi tutte le principali malattie anche perché vi è un incremento dell’età media della popolazione, soprattutto in Italia. Il G7 Salute ha tra i suoi topic proprio l’approccio One Health ed il nostro è l’evento che focalizza l’attenzione a livello nazionale su questa tema”.

La seconda parte del convegno di Ancona vede la partecipazione di testimonial d’eccellenza della Società Civile, moderati da Giancarlo Laurenzi, direttore del Corriere Adriatico. Intervengono tra gli altri la campionessa olimpica Sofia Raffaeli, l’armatore e campione di vela Alberto Rossi, la conduttrice TV, Natasha Stefanenko, e gli imprenditori Roberta Fileni e Luca Sabbioni.

Sono donne e uomini che nella loro vita sono riusciti attraverso le loro professioni a comunicare buone pratiche di approccio One Health alla prevenzione – conclude la prof.ssa Berardi -. È arrivato il momento di agire, di invertire la rotta e di promuovere davvero a 360 gradi la salute e il benessere di tutti e dell’ambiente in cui viviamo. Servono al più presto interventi mirati e per metterli in pratica bisogna coinvolgere non solo il mondo della sanità ma l’intera Società”.