Le ricerche di Giorgio Lanciotti, scomparso il 21 settembre scorso durante una scalata sulla parete est del Gran Sasso, continuano senza sosta. Nonostante gli sforzi di un gruppo composto da alpinisti esperti e volontari determinati, la montagna non ha ancora restituito alcuna traccia del giovane. Sabato prossimo è previsto un nuovo appuntamento per le operazioni di ricerca, ma la situazione resta drammatica, alimentata anche dal silenzio delle autorità competenti.
L’impresa di 13 uomini alla vetta orientale
“Ieri siamo andati sulla vetta orientale ed abbiamo fatto tutte le discese in programma“, ha raccontato Pasquale Iannetti, uno degli alpinisti che guida le ricerche, visibilmente segnato dalla stanchezza ma determinato a non fermarsi. Iannetti ha spiegato che il gruppo, formato da tredici persone, comprendeva sette volontari escursionisti e sei alpinisti esperti, ognuno con compiti specifici per coprire ogni possibile angolo della zona.
Il gruppo era composto, oltre che da Iannetti, da Pierluigi Bini di Roma, Alvaro Di Livio di Rieti, Niccolò Ioannoni Fiore di Teramo, Fulvio Parmigiani di Giulianova e Giovanni Lolli, ex sottosegretario al turismo ed ex Vicepresidente della Giunta Regionale abruzzese. A loro si è aggiunto Pier Paolo Lanciotti, fratello di Giorgio, che ha usato un drone per scandagliare i canali tra il terzo e il quarto pilastro della parete est della vetta orientale. “Non abbiamo trovato nessuna traccia del povero Giorgio“, ha detto con amarezza Iannetti.
Condizioni meteorologiche variabili e la tenacia degli alpinisti
Il gruppo di ricerca ha operato in condizioni meteorologiche relativamente favorevoli per gran parte della giornata, ma intorno alle 15:00 una fitta nebbia ha avvolto la zona, rendendo ancora più difficile il loro compito. Tuttavia, l’assenza di pioggia ha permesso di proseguire fino al termine della giornata senza ulteriori complicazioni. Nonostante il grande impegno e il lavoro metodico svolto da ciascun membro del team, le tracce di Giorgio Lanciotti restano ancora nascoste tra i sentieri impervi della montagna.
“Eravamo in tredici“, ha continuato Iannetti, spiegando come ognuno avesse un ruolo ben definito nella missione. I volontari hanno portato il materiale necessario per le operazioni, mentre gli alpinisti si sono divisi per coprire diverse aree di ricerca. L’obiettivo era chiaro: non lasciare nulla di intentato.
Il ringraziamento ai volontari e l’assenza della Prefettura
“Dobbiamo dire grazie a tutti, ma soprattutto a chi è venuto da Roma, partendo alle 4 del mattino per essere puntuali all’appuntamento delle 7 ai Prati di Tivo e facendo ritorno a casa solo alle 22“, ha proseguito Iannetti, esprimendo la sua riconoscenza nei confronti dei partecipanti. I volontari non solo hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro energie, ma hanno anche sostenuto personalmente le spese di viaggio, senza ricevere alcun supporto da parte delle istituzioni locali.
Il silenzio della Prefettura di Teramo è stato uno degli aspetti più controversi di tutta la vicenda. Iannetti non ha esitato a criticare apertamente l’inerzia delle autorità, sottolineando come le sue richieste di assistenza, datate 30 settembre e 18 ottobre, siano rimaste senza risposta. “Naturalmente la Prefettura di Teramo non ha messo a disposizione l’elicottero e, molto scorrettamente, non ha risposto neanche con due righe alle mie due richieste. Farò una vibrante protesta a tempo debito per questo“, ha concluso Iannetti.
La prossima tappa: sabato 26 ottobre
Nonostante le difficoltà incontrate e l’assenza di riscontri concreti nelle ultime settimane, le ricerche continueranno senza sosta. Sabato 26 ottobre, gli alpinisti torneranno sulla montagna, decisi a non arrendersi. Sarà un’altra giornata di fatiche, di esplorazioni e di speranze, nella speranza che la montagna possa, finalmente, restituire una risposta.
Per ora, il silenzio della Prefettura e l’assenza di riscontri non hanno indebolito la determinazione di chi si è messo in gioco per trovare Giorgio Lanciotti. C’è ancora molto da fare e la comunità alpinistica, insieme ai volontari e alla famiglia Lanciotti, si prepara a un nuovo sforzo collettivo, con l’auspicio che questa ricerca possa finalmente portare i suoi frutti.
Le montagne conservano i loro segreti, ma l’unione e la solidarietà umana sono più forti di qualsiasi ostacolo naturale. Sabato si riparte.
