Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca“, iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC. Sono intervenuti Andrea Sironi, Presidente della Fondazione AIRC, Anna Mondino, Direttrice scientifica della Fondazione, Alessio Menga, Ricercatore presso l’Università degli Studi di Torino, Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, Orazio Schillaci, Ministro della Salute.
Il Capo dello Stato ha consegnato il Premio AIRC “Credere nella Ricerca” a Penny Italia, per la partecipazione attiva al fianco di Fondazione AIRC sui temi della prevenzione oncologica; al Sig. Gianluigi Buffon per aver saputo coinvolgere, a titolo personale e come capo delegazione della Nazionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, le giovani generazioni nelle iniziative di divulgazione di Fondazione AIRC; all’istituto Comprensivo Piaget-Majorana di Roma per gli sforzi concreti nel sensibilizzare gli studenti e le studentesse sul valore della ricerca scientifica e sull’importanza della cultura della prevenzione nell’ambito del Progetto AIRC nelle scuole e, in particolare, nell’iniziativa di cittadinanza attiva “Cancro io ti boccio“; e alla famiglia Barilla, per la costante e generosa vicinanza alla missione Fondazione AIRC, e per ispirare un numero crescente di persone a sostegno della ricerca sul cancro.
Il Premio scientifico biennale AIRC “Guido Venosta” è stato consegnato al Dott. Mario Paolo Colombo, Direttore di Immunologia molecolare presso la Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori, per aver interamente dedicato la sua carriera alla ricerca oncologica, contribuendo a ricerche originali in onco-immunologia e partecipando alla definizione di correlati studi clinici. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente della Repubblica.
Erano presenti Augusto Antonio Barbera, Presidente della Corte Costituzionale, Licia Ronzulli, Vice Presidente del Senato della Repubblica, rappresentanti del mondo politico, della ricerca, dell’università e della comunicazione.
“Il cancro, una malattia che può essere combattuta”
“Il cancro. Un’insidia diffusa e temuta, avvertita come condanna inesorabile sino a non molti anni fa,” ha esordito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per i “Giorni della ricerca“. “Talmente temuta da non essere evocata, per tanto tempo, nel linguaggio corrente, con il suo nome ma, piuttosto citata come male incurabile, un male anonimo ma definitivo.” Oggi, ha sottolineato, è stato raggiunto un traguardo importante: “Avergli restituito la sua dimensione di malattia che può essere combattuta, grazie alla medicina, e dunque alla ricerca che la sospinge“. Attualmente, oltre 3 milioni e mezzo di persone convivono con una diagnosi di tumore, e molte di loro possono ritenersi guarite: “Le condizioni di numerosi malati sono migliorate, consentendo relazioni positive e partecipazione alla vita familiare e della società.”
“Grazie alla ricerca, passi avanti straordinari”
Mattarella ha poi rivolto l’attenzione ai progressi fatti grazie alla scienza medica e alla ricerca oncologica. “La ricerca ha consentito di compiere passi in avanti straordinari,” ha dichiarato il Capo dello Stato, riconoscendo il valore dell’immuno-oncologia e delle terapie mirate, che “hanno cambiato la storia della lotta a molti tumori.” Ricordando le esperienze presentate al Quirinale in occasione dei “Giorni della ricerca” degli anni passati, Mattarella ha espresso fiducia per il futuro, aggiungendo che “si ha contezza non soltanto dei passi compiuti ma anche della velocità a cui stiamo procedendo.”
“È interesse nazionale che i ricercatori restino in Italia”
Mattarella ha evidenziato l’importanza di trattenere i giovani ricercatori all’interno dei confini nazionali: “Sono tanti anche i giovani ricercatori che trovano spazio all’estero e, pur desiderando di operare in Italia, vi restano e raggiungono livelli di assoluta eccellenza. È interesse nazionale fare in modo che possano conseguirli nel nostro Paese.” Ha quindi lanciato un appello alla consapevolezza sociale e istituzionale: “Occorre far crescere – nelle istituzioni e nella società – la consapevolezza che le risorse investite in ricerca tornano moltiplicate.”
La solidarietà degli italiani: un valore da incoraggiare
Un pensiero è stato poi rivolto alla generosità della popolazione italiana: “La generosità degli italiani va incoraggiata, non limitata,” ha affermato Mattarella, riconoscendo la rete solidale tra medici, scienziati, volontari, malati e donatori. “Questa rete rappresenta un fattore di grande vitalità. Si inserisce nel tessuto solidaristico che tiene insieme il nostro Paese.”
La conoscenza come patrimonio dell’umanità
Mattarella ha lodato l’importanza della collaborazione internazionale in ambito scientifico, come dimostrato durante la pandemia. “La collaborazione tra studiosi, il lavoro di laboratorio senza frontiere, ha reso in quel caso all’umanità un servizio di immenso valore. La conoscenza non ha patria perché appartiene all’umanità, è una torcia che illumina il mondo.”
Prevenzione e diagnosi precoce
Mattarella ha infine sottolineato l’importanza della prevenzione e degli screening oncologici come strumenti essenziali nella lotta contro il cancro: “La prevenzione negli stili di vita, gli screening oncologici, sono strumenti essenziali, così come l’educazione, a partire dai giovani. Le diagnosi precoci sono la condizione prima di successo nella cura.” Ha ribadito che la tutela della salute è un diritto fondamentale: “Tutelare la salute delle persone, che sono portatrici di diritti prima ancora del loro status di cittadini.”
L’intervento di Mattarella ha ribadito il ruolo cruciale della ricerca e della consapevolezza collettiva nel fronteggiare una delle malattie più temute del nostro tempo.
