L’alluvione che ha colpito la Spagna si prospetta come la catastrofe più costosa mai registrata nel Paese. Il ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo, ha reso noto attraverso un post su X che “400 esperti” sono stati inviati sul campo per valutare i danni. Ha anche informato che negli ultimi sei giorni sono state presentate “72.000 richieste di risarcimento” da parte degli assicurati, un dato definito “senza precedenti“.
Queste richieste saranno analizzate dal CCS, l’ente pubblico che opera sotto il Ministero dell’Economia, responsabile per la gestione dei risarcimenti in caso di eventi catastrofici. In Spagna, le compagnie assicurative si avvalgono di un fondo di garanzia comune per affrontare simili disastri, finanziato attraverso una quota prelevata dalle polizze assicurative tradizionali. Questo sistema, gestito dal CCS, permette di ripartire il rischio su tutto il settore assicurativo.
Ma il CCS sarà in grado di sostenere finanziariamente questa situazione? Dovrà aumentare l’importo prelevato dalle polizze? Un esperto del settore, che ha preferito rimanere anonimo, ha affermato che “ha delle riserve“, evidenziando la solidità di questo modello. Anche Mirenchu del Valle, presidente di Unespa, ha ribadito l’affidabilità del sistema, dichiarando che “è perfettamente attrezzato per affrontare questo tipo di situazione“.
