Energia e nucleare in Italia: la visione di Confindustria per il futuro 

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha affrontato l'argomento dell'energia e del Green Deal in Italia

“Dall’incontro trilaterale con Francia e Germania, ci siamo accorti che sono messi peggio di noi, l’interscambio è risultato molto importante. Ciò che è emerso, in modo plastico, sono quattro punti chiave che danno la linea e dobbiamo lavorare su quello che ci unisce. Ad esempio la competitività e l’impresa europea, dopodiché all’interno c’è anche il tema dell’energia che è fondamentale: non possiamo pagare di più di altri paesi”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini intervistato da Myrta Merlino ai termini dell’Assemblea generale di Confindustria Veneto Est a Padova. Sempre sulla crucialità dell’energia, Orsini ha aggiunto: “abbiamo messo al centro il mix energetico. Del resto il nucleare risulta l’unica via per arrivare a una forma di energiacostante per dare opportunità ai nostri imprenditori di essere competitivi. Anche perché per noi in questo momento non ridurre i costi energetici è un problema. Oggi senza se e senza ma dobbiamo investire sul nucleare pulito – ha ribadito il numero uno di Confindustria – con le nuove tecnologie sicure. Solo a quel punto cerchiamo di costruire delle comunità energetiche per arrivare a un prezzo più concorrenziale”.

Per quanto riguarda il Green deal l’Italia è virtuosa. “Le industrie italiane ed europee – ha continuato Orsini – sono le migliori al mondo, oggi l’Onu dice che sono quelle che emettono meno. Nel settore dell’automotive se l’obiettivo è emettere meno, non possiamo pensare di fare il cambiamento di tecnologia attraverso la normativa, all’interno del documento trilaterale abbiamo messo al centro la ricerca e lo sviluppo”.

La vittoria di Trump

L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca è una materia di riflessione. “Nel suo programma – ha ribadito Orsinic’era l’attrazione di investimenti dall’estero ei dazi e sburocratizzazione. Noi non siamo per la guerra dei dazi, siamo un paese esportatore, siamo il quarto paese al mondo per export, ben venga quando si parla di aprire nuovi mercati come Mercosur. L’elezione di Trump dovrà dare la sveglia all’Europa sul tema della semplificazione, in 5 anni gli Usa hanno prodotto 3000 norme noi 13.500. Industria 5.0 abbiamo detto che deve essere cambiata e molte delle nostre richieste sono state annunciate dal governo. Qui l’aliquota è troppa vicina a quello di industria 4.0, abbiamo chiesto l’Ires premiale per chi lascia gli utili in azienda e una parte li reinveste. La funzione è quella di premiare chi paga le tasse. E premiare i nostri imprenditori che tutti i giorni fanno i sacrifici e devono reinvestire”, ha concluso.