L’epico viaggio continua: Voyager 1 riprende a trasmettere dati dallo Spazio interstellare

Le sonde Voyager 1 e 2, lanciate a poche settimane di distanza, hanno scritto la storia dell’esplorazione spaziale

Dopo un periodo di silenzio iniziato lo scorso ottobre, Voyager 1, il veicolo spaziale più lontano mai lanciato dall’umanità, ha ripreso a comunicare con la Terra. La NASA ha recentemente annunciato il ripristino delle comunicazioni con la sonda, segnalando un ulteriore trionfo tecnologico e umano in questa straordinaria missione che dura ormai da quasi mezzo secolo.

Un viaggio nell’ignoto

Lanciata nel 1977, Voyager 1 si trova attualmente a una distanza di 24,9 miliardi di km dalla Terra, continuando il suo viaggio oltre il Sistema Solare. La sonda è alimentata da un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG) che utilizza plutonio in decadimento, la cui produzione di energia diminuisce ogni anno di circa 4 watt. Ciò implica che solo 4 strumenti scientifici rimangono attivi, funzionando sorprendentemente a temperature inferiori a quelle per cui sono stati progettati.

A ottobre, un tentativo degli ingegneri della NASA di attivare un riscaldatore per proteggere gli strumenti dalla temperatura estrema ha attivato un sistema di protezione. Questo sistema, progettato per monitorare i livelli di energia residua della sonda, ha disattivato il trasmettitore principale X-band, utilizzato per comunicare con la Terra, passando invece al trasmettitore S-band a bassa potenza, non rilevabile dalla rete di comunicazione terrestre Deep Space Network.

Risoluzione e ritorno alla normalità

La situazione è stata risolta questo mese: giorno 18 Voyager 1 ha ripreso a trasmettere dati dai suoi strumenti scientifici, il Low-Energy Charged Particle Experiment, il Cosmic-Ray Telescope, il Triaxial Fluxgate Magnetometer e il Plasma Waves Experiment. Questo episodio, tuttavia, ha ricordato quanto fragile sia ormai la sonda, progettata per durare pochi anni e ora ben oltre ogni aspettativa.

Un’eredità senza precedenti

Le sonde Voyager 1 e 2, lanciate a poche settimane di distanza, hanno scritto la storia dell’esplorazione spaziale. Hanno rivelato i segreti dei giganti gassosi, studiato le lune vulcaniche di Giove, raggiunto Urano e Nettuno per la prima e unica volta, e attraversato la fascia di Kuiper per entrare nello Spazio interstellare. Nonostante l’età avanzata, entrambe le sonde continuano a fornire dati preziosi.

Il futuro di Voyager

Con ogni anno che passa, l’energia disponibile diminuisce, e il funzionamento degli strumenti sarà progressivamente limitato. Tuttavia, gli scienziati ritengono possibile che entrambe le sonde riescano a celebrare il loro 50° anniversario. Quando il loro tempo operativo sarà finito, Voyager 1 e 2 continueranno il loro viaggio solitario, diventando messaggeri silenziosi della Terra nello Spazio.